Indice

1) Empatia in generale
Filmati sull’empatia in generale
Filmati sulle virtù complementarie
Frasi sull’empatia
17 consigli per diventare persone interessanti
Tutto ha una soluzione
Empatia: Adeguarsi agli altri
6 consigli per farsi ben volere
Capire l’emozione dallo sguardo
Impara a capire gli altri con l’empatia
Cerca prima di capire, poi di essere capito
Comunicazione non verbale
L’empatia di Papa Francesco
L’empatia e le altre virtù
6 consigli per migliorare l’empatia
9 consigli per migliorare l’empatia
Saper conversare
Misericordia, compassione, empatia

2) Empatia nella famiglia
Filmati sull’empatia in famiglia
13 consigli di Papa Francesco per un buon matrimonio
10 consigli per fidanzati
Le 8 precauzioni per difendere il tuo matrimonio dall’infedeltà
Amore coniugale e vita di pietà
9 abitudini che possono distruggere un rapporto sano
Tutto ha una soluzione
3 consigli per gestire il conflitto di coppia
10 idee valide per la tua famiglia
Due parole che possono salvare il vostro matrimonio
10 consigli per ben litigare
Il dialogo nella coppia

3) Empatia nell’educazione
Filmati sull’empatia nell’educazione
Sessualità e genere
Un decalogo per il papà
La rivincita dei papà, figli equilibrati se sono presenti
Bambini: ogni tanto un pò di noia fa bene
Frasi che producono senso di colpa nei figli
Decalogo per formare un delinquente
Galateo a tavola
5 consigli su come trasmettere le regole ai figli
Empatia con i figli

4) Empatia nel lavoro
Filmati sull’empatia nel lavoro
Rapporto fra medico e paziente
Empatia del medico
Come avere successo grazie a 7 virtù

5) Empatia con chi soffre
Intervista al Papa Francesco
4 frasi da non dire a chi soffre (empatia)
Depressione: cosa non dire

6) Empatia e Dio
Filmati su Dio Creatore
Io e Dio (poesia di Piero Infante)
Sette lezioni di Papa Francesco per comunicare la fede
L’orazione: empatia con Dio
Empatia: Adeguarsi agli altri
Come difendere la fede senza alzare la voce (Catholic Voices)
10 principi per comunicare la fede (Juan Manuel Mora)
Comunicare la fede (Jutta Burggraf)

Links consigliati
http://www.catholicvoicesitalia.it/
http://comunicareinfamiglia.com/
http://www.psicologiaevitacristiana.com/
http://www.educazioneemotiva.it/
http://farfamiglia.it/
http://www.interaxiongroup.org/
http://www.quipsicologia.it/
http://conempatia.org/
http://www.documentazione.info/

13 consigli di papa Francesco per un buon matrimonio

Nella sua esortazione apostolica Amoris Laetitia, papa Fracesco ha usato l’“inno alla carità” di San Paolo, tratto dalla sua prima Lettera ai Corinzi, per offrire alcuni consigli su come sostenere un buon matrimonio negli anni, basato sul vero amore.

“È prezioso soffermarsi a precisare il senso delle espressioni di questo testo, per tentarne un’applicazione all’esistenza concreta di ogni famiglia”, ha spiegato.

1. Pazienza. Per Francesco, “non significa lasciare che ci maltrattino continuamente, o tollerare aggressioni fisiche, o permettere che ci trattino come oggetti”. “L’amore comporta sempre un senso di profonda compassione, che porta ad accettare l’altro come parte di questo mondo, anche quando agisce in un modo diverso da quello che io avrei desiderato”.

“Il problema si pone quando pretendiamo che le relazioni siano idilliache o che le persone siano perfette, o quando ci collochiamo al centro e aspettiamo unicamente che si faccia la nostra volontà. Allora tutto ci spazientisce, tutto ci porta a reagire con aggressività”, ha avvertito.

2. Atteggiamento di benevolenza. Il papa ha sottolineato che nella sua Lettera San Paolo “vuole insistere sul fatto che l’amore non è solo un sentimento, ma che si deve intendere nel senso che il verbo ‘amare’ ha in ebraico, vale a dire: ‘fare il bene’”.

“Come diceva sant’Ignazio di Loyola, ‘l’amore si deve porre più nelle opere che nelle parole’. In questo modo può mostrare tutta la sua fecondità, e ci permette di sperimentare la felicità di dare, la nobiltà e la grandezza di donarsi in modo sovrabbondante, senza misurare, senza esigere ricompense, per il solo gusto di dare e di servire”.

3. Guarendo l’invidia. “Nell’amore non c’è posto per il provare dispiacere a causa del bene dell’altro”, ha sottolineato il papa, aggiungendo che “l’invidia è una tristezza per il bene altrui che dimostra che non ci interessa la felicità degli altri, poiché siamo esclusivamente concentrati sul nostro benessere”.

“Il vero amore apprezza i successi degli altri, non li sente come una minaccia, e si libera del sapore amaro dell’invidia. Accetta il fatto che ognuno ha doni differenti e strade diverse nella vita”.

4. Senza vantarsi o gonfiarsi. Francesco ha sottolineato che “chi ama, non solo evita di parlare troppo di sé stesso, ma inoltre, poiché è centrato negli altri, sa mettersi al suo posto, senza pretendere di stare al centro”.

“Alcuni si credono grandi perché sanno più degli altri, e si dedicano a pretendere da loro e a controllarli, quando in realtà quello che ci rende grandi è l’amore che comprende, cura, sostiene il debole”.

5. Amabilità. “Amare significa anche rendersi amabili”, ha indicato il papa, e questo significa che “l’amore non opera in maniera rude, non agisce in modo scortese, non è duro nel tratto”.

“I suoi modi, le sue parole, i suoi gesti, sono gradevoli e non aspri o rigidi. Detesta far soffrire gli altri”.

6. Distacco generoso. Contrariamente alla frase popolare per la quale “per amare gli altri bisogna prima amare se stessi”, il papa ha ricordato che nell’“inno alla carità” San Paolo “afferma che l’amore ‘non cerca il proprio interesse’, o che ‘non cerca quello che è suo’”.

“Bisogna evitare di attribuire priorità all’amore per se stessi come se fosse più nobile del dono di se stessi agli altri”.

7. Senza violenza interiore. Nella Amoris Laetitia, il papa ha esortato a evitare “una irritazione non manifesta che ci mette sulla difensiva davanti agli altri, come se fossero nemici fastidiosi che occorre evitare”.

“Il Vangelo invita piuttosto a guardare la trave nel proprio occhio”, ha aggiunto. “Se dobbiamo lottare contro un male, facciamolo, ma diciamo sempre ‘no’ alla violenza interiore”.

8. Perdono. Francesco ha raccomandato di non lasciare spazio “a quel rancore che si annida nel cuore”, ma di lavorare per “un perdono fondato su un atteggiamento positivo, che tenta di comprendere la debolezza altrui e prova a cercare delle scuse per l’altra persona”.

La comunione familiare, ha affermato il papa, “può essere conservata e perfezionata solo con un grande spirito di sacrificio. Esige, infatti, una pronta e generosa disponibilità di tutti e di ciascuno alla comprensione, alla tolleranza, al perdono, alla riconciliazione”.

9. Rallegrarsi con gli altri. “Quando una persona che ama può fare del bene a un altro, o quando vede che all’altro le cose vanno bene, lo vive con gioia e in quel modo dà gloria a Dio”, ha indicato il Santo Padre.

“La famiglia dev’essere sempre il luogo in cui chiunque faccia qualcosa di buono nella vita, sa che lì lo festeggeranno insieme a lui”.

10. Tutto scusa. Questo, ha spiegato il papa, “implica limitare il giudizio, contenere l’inclinazione a lanciare una condanna dura e implacabile. ‘Non condannate e non sarete condannati’ (Lc 6,37)”.

“Gli sposi che si amano e si appartengono, parlano bene l’uno dell’altro, cercano di mostrare il lato buono del coniuge al di là delle sue debolezze e dei suoi errori. In ogni caso, mantengono il silenzio per non danneggiarne l’immagine. Però non è soltanto un gesto esterno, ma deriva da un atteggiamento interiore”.
11. Ha fiducia. “Non si tratta soltanto di non sospettare che l’altro stia mentendo o ingannando”, ha spiegato il papa.

“Non c’è bisogno di controllare l’altro, di seguire minuziosamente i suoi passi, per evitare che sfugga dalle nostre braccia. L’amore ha fiducia, lascia in libertà, rinuncia a controllare tutto, a possedere, a dominare”.

12. Spera. Questa parola, ha indicato il papa, “indica la speranza di chi sa che l’altro può cambiare”.

“Non vuol dire che tutto cambierà in questa vita. Implica accettare che certe cose non accadano come uno le desidera, ma che forse Dio scriva diritto sulle righe storte di quella persona e tragga qualche bene dai mali che essa non riesce a superare in questa terra”.

13. Tutto sopporta. Il papa ha segnalato che questo “non consiste soltanto nel tollerare alcune cose moleste, ma in qualcosa di più ampio: una resistenza dinamica e costante, capace di superare qualsiasi sfida”.

“L’amore non si lascia dominare dal rancore, dal disprezzo verso le persone, dal desiderio di ferire o di far pagare qualcosa. L’ideale cristiano, e in modo particolare nella famiglia, è amore malgrado tutto”.

https://it.aleteia.org/2016/09/20/13-consigli-papa-francesco-buon-matrimonio-amoris-laetitia/

Io e Dio

Ve vojo riccontà ‘na storia strana.
Che m’è successa propio l’artra settimana
Camminavo pe’ r vialone davanti alla chiesa der paese
Quanno ‘na strana voja d’entrà me prese
Sia chiaro non so mai stato un cristiano praticante
Se c’era un matrimonio, se vedevamo al ristorante
Ma me so sentito come se quarcuno,
Me dicesse: “dai entra, nu’ c’è nessuno”
Un misto de voja e paura m’aveva preso
Ma ‘na vorta dentro, restai sorpreso
La chiesa era vota, nun c’era nessuno
La voce che ho sentito era la mia, no de quarcuno
C’erano quattro panche e un vecchio crocifisso de nostro Signore
“Guarda te se a chiamamme è stato er Creatore”
Me gonfiai er petto e da sbruffone gridai: “ So passato pè un saluto”
Quanno na voce me rispose: ”mo sei entrato, nu fa lo scemo mettete seduto!”
Pensai: mo me giro e vado via,
Quanno quarcuno me rispose: “Nu te ne ‘nnà. Resta … famme compagnia”.
“Famo n’altra vorta , poi mi moje chi la sente: è tardi sarà già tutto apparecchiato”.
“Avvicinate nu fa lo scemo, ‘o so che nu sei sposato.
Me sentivo troppo strano, io che nun avevo mai pregato
Me sentivo pregà dar Signore der creato
“Signore dateme na prova, devo da crede
Che sete veramente Iddio che tutto vede”
“Voi na prova ? Questo nu te basta? Te sei mi fijo
E io sto qua inchiodato pe er bene che te vojo!”
“Me viè da piagne, me sento de scusamme.
Signore ve prego perdonate le mie mancanze
A sapello che c’eravate pe davero …
Venivo più spesso, ve accennevo quarche cero”.
“Ahahahahhaha ma te pensi che io sto solo qua dentro?
Io so sempre stato co te, nella gioia e nel tormento.
Te ricordi quanno eri piccolino
Io pe te ero Gesù bambino
Prima de coricatte la sera
Me dedicavi sempre na preghiera
Era semplice quella che po’ fa er core de un bambino,
Me facevi piagne e con le mie lacrime te bagnavo er cuscino
Poi anni de silenzio… te s’è indurito er core
Proprio verso de me, che t’ho fatto co tanto amore.
Te gridavo fijo mio sto qua,
Arza l’occhi guarda tuo papà!
Ma te niente… guardavi pe tera
E te ostinavi a famme la guera.
Poi quanno tu padre stava male
E te già pensavi ar funerale
Sul letto de morte… nelle ultime ore
T’è scappata na preghiera… “Te affido ar core der Creatore”.

Ecco perché t’ho chiamato,
Pe ditte quanto me sei mancato.
Ho cominciato a piagne dalla gioia e dar dolore…
Ho scoperto de esse amato dar Signore…
Questa è na storiella che nun ’ha niente da insegnà,
Solo che in cielo c’è un Dio che piagne se lo chiami papà!

Piero Infante

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Traduzco al español los últimos versos:

He aquí porqué te he llamado,
Para decirte cuánto te he echado de menos.
He empezado a llorar de la alegría y del dolor…
He descubierto ser amado por el Señor…
Esta es una historia que no tiene nada que enseñar,
Solo que en el cielo hay un Dios que llora si le llamas ¡papá!

Sessualità e genere

Questo report presenta un accurato sommario e una spiegazione aggiornata delle ricerche – dalle scienze biologiche, psicologiche e sociali – relative all’orientamento sessuale e alla identità di genere. Lo offriamo nella speranza che una tale esposizione possa contribuire alla nostra capacità come medici, scienziati e cittadini di affrontare le problematiche di salute delle popolazioni LGBT nella nostra società.

Alcune risultanze chiave:
Prima parte: L’orientamento sessuale
a) La comprensione dell’orientamento sessuale come proprietà innata, biologicamente fissa degli esseri umani – l’idea che le persone siano “nate così” – non è supportata dall’evidenza scientifica.

b) Sebbene vi siano prove che fattori biologici come i geni e gli ormoni sono associati ai comportamenti e alle attrazioni sessuali , non ci sono spiegazioni biologiche di stringente causalità per l’orientamento sessuale umano. Sebbene siano state identificate dai ricercatori delle piccole differenze nell’attività e nelle strutture cerebrali tra omosessuali ed eterosessuali, queste risultanze neurobiologiche non dimostrano se queste differenze siano innate o siano il risultato di fattori ambientali e psicologici.

c) Gli studi longitudinali su adolescenti suggeriscono che l’orientamento sessuale possa essere piuttosto fluido nel corso della vita per alcune persone; uno studio stima che fino all’80% dei maschi adolescenti che riferiscono attrazioni omosessuali, non continuano a farlo da adulti (anche se alcuni ricercatori hanno contestato la misura in cui questa cifra riflette cambiamenti reali nelle attrazioni omosessuali e non piuttosto artefatti del processo di indagine).

d) In confronto agli eterosessuali, i non-eterosessuali hanno una probabilità da due a tre volte maggiore di avere subito abusi sessuali nell’infanzia.

Seconda parte: Sessualità, esiti di salute mentale e stress sociale
a) Rispetto alla popolazione generale, le subpopolazioni non eterosessuali sono esposte al rischio elevato di una serie di esiti di salute e salute mentale avversi.

b) Si stima che i membri della popolazione non eterosessuale abbiano un rischio di 1,5 volte superiore di soffrire di disturbi d’ansia rispetto ai membri della popolazione eterosessuale, come pure all’incirca un rischio doppio di depressione, maggiore di 1,5 volte di abusare di sostanze e di quasi 2,5 volte di suicidio.

c) I membri della popolazione transgender presentano anche un rischio maggiore rispetto a una serie di problemi di salute mentale rispetto ai membri della popolazione non transgender. È particolarmente allarmante che il tasso di tentativi di suicidio nel corso della vita in individui transgender di tutte le età è stimato al 41%, rispetto a un tasso inferiore al 5% nella popolazione generale statunitense.

d) Ci sono evidenze, sebbene limitate, che i fattori di stress sociale come la discriminazione e lo stigma contribuiscono al rischio elevato di esiti di precaria salute mentale per le popolazioni non eterosessuali e transgender. Sono necessari ulteriori studi longitudinali di qualità perché il “modello dello stress sociale” sia un utile strumento per la comprensione delle preoccupazioni relative alla salute pubblica.

Terza parte: Identità di genere
a) L’ipotesi che l’identità di genere sia una proprietà innata, fissa degli esseri umani, indipendente dal sesso biologico – che una persona posa essere “un uomo imprigionato nel corpo di una donna” o “una donna imprigionata nel corpo di un uomo” – non è supportata da evidenze scientifiche.

b) Secondo una stima recente, circa lo 0,6% degli adulti statunitensi si identificano con un genere che non corrisponde al loro sesso biologico.

c) Gli studi che confrontano le strutture cerebrali degli individui transgender e di quelli non transgender hanno mostrato delle correlazioni deboli tra struttura cerebrale e identificazione con il sesso opposto. Queste correlazioni non offrono alcuna prova per una base neurobiologica della identificazione con il sesso opposto.

d) In confronto con la popolazione generale, gli adulti che si sono sottoposti alla chirurgia di riassegnazione sessuale continuano ad essere maggiormente esposti al rischio di soffrire per esiti di precaria salute mentale. Uno studio ha rilevato che, rispetto ai controlli, gli individui sottoposti a riassegnazione sessuale avevano una probabilità di 5 volte maggiore di tentare il suicidio e di 19 volte maggiore di morire suicidi.

e) I bambini sono un caso particolare quando si affrontano le problematiche transgender. Solo una minoranza dei bambini che sperimentano una identificazione con il sesso opposto continueranno a farlo nell’adolescenza o nell’età adulta.

f) Ci sono ancora poche evidenze scientifiche del valore terapeutico degli interventi che ritardano la pubertà o modificano i caratteri sessuali secondari degli adolescenti, anche se è possibile che alcuni bambini possano avere un miglioramento del benessere psicologico se sono incoraggiati e sostenuti nella loro identificazione con il sesso opposto. Non ci sono prove che tutti i bambini che manifestano pensieri o comportamenti atipici dal punto di vista del genere dovrebbero essere incoraggiati a divenire transgender.

Lawrence S. Mayer, M.B., M.S., Ph.D.
Paul R. McHugh, M.D.
Traduzione, autorizzata da The New Atlantis, di Lucia Braghini, Numero 50 – Autunno 2016
Testo completo: sessualità e genere
Testo originale inglese completo: http://www.thenewatlantis.com/sexualityandgender