Indice

1) Empatia in generale
Filmati sull’empatia in generale
Filmati sulle virtù complementarie
Per vivere felici (Martin Seligman)
Frasi sull’empatia
17 consigli per diventare persone interessanti
Tutto ha una soluzione
Empatia: Adeguarsi agli altri
6 consigli per farsi ben volere
Capire l’emozione dallo sguardo
Impara a capire gli altri con l’empatia
Cerca prima di capire, poi di essere capito
Comunicazione non verbale
L’empatia di Papa Francesco
L’empatia e le altre virtù
6 consigli per migliorare l’empatia
9 consigli per migliorare l’empatia
Saper conversare
Misericordia, compassione, empatia

2) Empatia nella famiglia
L’amicizia: come comunicare bene
Frasi sulla famiglia
Il dialogo nella coppia
Filmati sull’empatia in famiglia
Per vivere felici (Martin Seligman)
Alcuni consigli per un figlio (Jackson Brown)
13 consigli di Papa Francesco per un buon matrimonio
6 consigli per farsi ben volere
Impara a capire gli altri con l’empatia
10 consigli per fidanzati
Le 8 precauzioni per difendere il tuo matrimonio dall’infedeltà
Amore coniugale e vita di pietà
9 abitudini che possono distruggere un rapporto sano
Tutto ha una soluzione
3 consigli per gestire il conflitto di coppia
10 idee valide per la tua famiglia
Due parole che possono salvare il vostro matrimonio
10 consigli per ben litigare

3) Empatia nell’educazione
Istruzioni ai miei figli
Filmati sull’empatia nell’educazione
Educare (Alessandro d’Avenia)
Alcuni consigli per un figlio (Jackson Brown)
Sessualità e genere
Un decalogo per il papà
La rivincita dei papà, figli equilibrati se sono presenti
Bambini: ogni tanto un pò di noia fa bene
Frasi che producono senso di colpa nei figli
Decalogo per formare un delinquente
Galateo a tavola
5 consigli su come trasmettere le regole ai figli
Empatia con i figli

4) Empatia nell’amicizia
L’amicizia: come comunicare bene
Filmati sull’empatia nell’amicizia
6 consigli per farsi ben volere
17 consigli per diventare persone interessanti
Impara a capire gli altri con l’empatia
Come avere successo grazie a 7 virtù

5) Empatia nel lavoro
Filmati sull’empatia nel lavoro
Alcuni consigli per un figlio (Jackson Brown)
Rapporto fra medico e paziente
Empatia del medico
Come avere successo grazie a 7 virtù

6) Empatia con chi soffre
I 5 rimedi contro la tristezza
Intervista al Papa Francesco
4 frasi da non dire a chi soffre (empatia)
Depressione: cosa non dire

7) Empatia e Dio
Prega per me (Miguel Angel Robles)
Note esperienziali sulla comunicazione della fede (Don Fabio Rosini)
Come parlare di Dio oggi (Garrett Johnson)
Filmati sull’empatia e Dio
Io e Dio (poesia di Piero Infante)
Sette lezioni di Papa Francesco per comunicare la fede
L’orazione: empatia con Dio
Empatia: Adeguarsi agli altri
Come difendere la fede senza alzare la voce (Catholic Voices)
10 principi per comunicare la fede (Juan Manuel Mora)
Comunicare la fede (Jutta Burggraf)

Links consigliati
http://www.catholicvoicesitalia.it/
http://comunicareinfamiglia.com/
http://www.psicologiaevitacristiana.com/
http://www.educazioneemotiva.it/
http://farfamiglia.it/
http://www.interaxiongroup.org/
http://www.quipsicologia.it/
http://conempatia.org/
http://www.documentazione.info/

Istruzioni ai miei figli (Magdalena Sánchez Blesa)

(Testo spagnolo: http://conempatia.org/2019/07/25/instrucciones-a-mis-hijos-magdalena-sanchez-blesa/)

Non indietreggiate mai

Non fuggite mai, anche se fossero in molti,

Mai una paura, e se vi capitasse,

Mai farla vedere, che non se ne accorgano

Mai un “mi arrendo”, se non avete forze

Anche strisciando, arrivate alla meta

Che nessuno vi accusi … guardatemi in faccia!

Che nessuno vi accusi di aver lasciato a metà un sogno impossibile …

(Se ce ne fossero)

Non ne conosco,

E guarda che porto tanti sogni sulle spalle

Mai, ed è una sentenza, guardatemi in faccia!

Mai nella vita passate accanto a una persona senza un sorriso

Non c’è nessuno al mondo che non lo meriti

Rendetegli la vita più facile, guardatemi!

Ad ogni vivente che abiti la terra

Mai dimenticate che nel mondo c’è la guerra

Per passare accanto a un uomo

E non chiederci che sogno lo sconvolge

Che storia lo spinge,

Che pena lo avvolge,

Che paura lo ferma,

Che madre l’ha avuto

Che abbraccio gli manca,

Che rabbia lo circonda,

Che invidia lo afferra …

Mai, e vi lo dico mancandomi le forze,

Se il mondo si ferma,

ve ne restiate seduti guardando il modo in cui un altro lo spinga

Rimboccatevi l’anima,

Siate leva e ruota,

Tirate avanti la vostra vita e quella di chiunque altro,

Anche senza strada,

Perdete la lotta contro i nani

Non siate i primi,

Che vi vincano gli uomini senza gambe

Non sappiate tutto,

Lasciate rispondere a quelli che meno sanno

Le mani grandi,

Le porte aperte,

Ampi gli abbracci, fuori le frontiere

Parlate un linguaggio chiaro, che si capisca

Se stringete la mano, fatelo con forza

Guardando negli occhi,

Lasciando una traccia

Prestate la vostra vita,

Regalatela intera

Che a nessuno manchi una goccia di essa

Cantate!

Che cantando la vita è più bella

E mai, vi parlo da dove nasca

L’ultimo soffio di vita che ho,

Mai una fuga

Per molti che siano…

(Magdalena Sánchez Blesa)

L’amicizia: come comunicare bene


Sull’importanza dell’amicizia, ho selezionato tre frasi famose:
– “L’amicizia è così necessaria per la vita che a nessuno senza amici piacerebbe vivere, anche se avesse tutti gli altri beni in abbondanza” (Aristotele, “Etica nicomachea”, libro 8, cap. 1).
– “La migliore fonte di piacere è l’amicizia, se non hai amici anche quello più piacevole diventa noioso.” (San Tommaso d’Aquino).
– “L’amicizia porta alla concordia e rende la giustizia inutile. Ma l’amicizia è sempre necessaria, anche se già c’è giustizia “(Aristotele,” Etica nicomachea “, libro 8, cap. 1).

Il sentimento dell’amicizia esiste in ogni tipo di amicizia, anche coniugale.

La nostra comunicazione potrebbe fallire:
1) Per eccesso
La sincerità consiste nel dire con verità ciò che deve essere detto. Ci sono cose che non dovrebbero essere dette, anche se sono vere. Ad esempio, parlare con una donna dei difetti di sua madre o suo padre può avere solo conseguenze negative per il matrimonio.

2) Per mancanze
a) poco tempo a casa
b) pochi pasti insieme
c) pochi incontri, al di fuori del lavoro, con colleghi di lavoro
d) poca apertura della casa ai vicini o agli amici
e) essendo possibile, non lasciare aperta la porta della stanza per evitare interruzioni
g) molto tempo guardando il telefono o indossando le cuffie

3) A causa di una cattiva comunicazione
Due consigli fondamentali:
a) rispetto:
– “al comunicare cerca di far sentire a tutti che c’è qualcosa di grande in loro” (Santa Teresa di Calcutta).
– Il Papa consiglia di usare con frequenza tre parole: permesso, scusa e grazie.
b) buonumore (sorridere):
– “un sorriso sulle labbra rallegra il nostro cuore, mantiene la nostra anima in pace, rinvigorisce la salute, abbellisce il nostro volto e ispira buone opere” (Santa Teresa di Calcutta).
– “Il buonumore è la distanza più breve tra due persone” (Víctor Borge)
– Papa Francesco ha messo nel suo ufficio un poster con un promemoria per lui, che dice: “vietato lamentarsi”.

PER INCREMENTARE L’AMICIZIA
1) Dimentica te stesso e parla di ciò che pensi possa interessare l’altro: la sua famiglia, i suoi figli, la sua salute, il suo lavoro, i suoi hobby … Mostra interesse, mostra che ti ricordi il nome dei suoi parenti, ecc.
2) Lascia che l’altro parli e consiglia poco e senza enfasi eccessiva.
3) Sorridi se il tema lo permette.
4) Trasmetti serenità, non guardare troppo l’orologio, non parlare male di nessuno.

Dal 1987 al 1994 ho vissuto nella stessa casa del Beato Alvaro del Portillo. Quando ho letto questi consigli nel libro di Dale Carnegie “Come fare amicizia”, mi sono reso conto che avevo visto dal Beato Alvaro fare tutto questo perfettamente e che tutti quelli che lo frequentavano si affezionavano moltissimo a lui, dal Papa San Giovanni Paolo II al Presidente della Repubblica d’Italia Francesco Cossiga, fino al suo barbiere, che era anche il mio.

Il Beato Alvaro non parlava di sé, né della sua esperienza, né dei suoi amici importanti: non abbiamo saputo della sua grande amicizia con il Papa fino al giorno della sua morte, quando Giovanni Paolo II venne a casa a pregare per lui.
D’altra parte, ogni volta che lo trovavo in un corridoio o dovunque, mi chiedeva notizie della mia famiglia, dei miei amici, ecc. Raramente mi dava consigli, ma pochi giorni prima della sua morte me ne diede uno di grande importanza per la mia vita.
Non l’ho mai visto arrabbiato. L’ho sempre visto felice e sereno. Moltissime volte l’ho sentito dire: “Grazie a Dio!” o “Quanto è buono Dio!”

AL LAVORO
Vediamo come un medico può effettuare la prima visita a un paziente recentemente ricoverato in ospedale. Per questo caso è noto il protocollo di Micheal Kahn:
1) rispetto: bussa alla porta prima di entrare nella stanza e aspetta la risposta.
2) vicinanza: dà la mano al paziente.
3) serenità: siediti.
4) sorridi, se la situazione lo consente.
5) spiega brevemente chi sei e qual è il tuo ruolo.
6) vicinanza: chiedigli come sta vivendo la tua degenza ospedaliera

Vediamo come comunicare al paziente una pessima diagnosi medica. È una situazione comune per gli oncologi. Il protocollo di fama mondiale è quello di Buckman:
1) vicinanza e serenità: scegli un posto tranquillo, spegni il telefono, evita interruzioni, saluta il paziente stringendo la mano, siediti vicino.
2) vicinanza: chiedigli come sta oggi.
3) vicinanza: chiedigli come porta la sua malattia.
4) rispetto: chiedigli se vuole sapere di più sulla tua malattia.
5) In tal caso, spiegagli chiaramente la diagnosi.
6) vicinanza e rispetto: continua a parlare con lui, chiedigli, tra le altre cose, se vuole pianificare con te i prossimi mesi.

CORREGGERE I DIFETTI DEL AMICO
1) Decidi se correggere o meno
San Giovanni XXIII ha detto una frase che è diventata famosa e che può essere applicata alla famiglia, al lavoro, ecc. “Nella vita conviene vedere tutto, dissimulare molto e correggere poco”.
2) Decidere come correggere: con un commento generale al gruppo o rivolgersi alla persona specifica.
Ad esempio, se uno dei miei dipendenti arriva spesso in ritardo al lavoro, posso dirglielo o incoraggiare tutti i dipendenti a essere puntuali. Dovrei valutare vantaggi e svantaggi.
3) Correggere bene

Qualche esempio:
A) Correggi un amico che sta tradendo sua moglie (ispirato al Vangelo):
1) Evita di mostrare rabbia e cerca di essere rispettoso.
2) Vicinanza e serenità: scegli un posto tranquillo, ad esempio, a casa per un caffè. Spegni il telefono per evitare interruzioni.
3) Vicinanza: chiedigli di sua moglie e dei suoi figli. Chiedigli dell’altra donna.
4) Correggi con parole come queste: “stai facendo del male a te stesso, a tua moglie, ai tuoi figli e persino a quell’altra donna. Chi semina egoismo non raccoglie felicità per nessuno”.
5) Se quella persona non riconosce il suo tradimento, non discutere e dare gli stessi consigli, ma in modo condizionale.

Confrontiamo tutto questo con il dialogo di Gesù con la donna samaritana al pozzo di Sicar:
1) Vicinanza: Gesù si avvicina al pozzo.
2) Vicinanza e serenità: parla con lei di altre cose, con naturalezza.
3) Le chiede di chiamare suo marito e poi le dice che ha avuto cinque mariti e che quello che ora ha non è suo marito.
4) Non la correggere più. Non è necesario

B) Correggere un figlio adolescente che ha ottenuto a scuola voti molto negativi (ispirato a Stephen R. Covey “Le 7 abitudini di persone altamente efficaci”):
1) Non mostrare rabbia.
2) Vicinanza e serenità: se possibile, fate qualcosa insieme, per esempio, uno spuntino.
3) Vicinanza: chiedigli il motivo dei brutti voti e non contraddirlo, lascialo parlare. Se non lo fa, non essere impaziente, dagli del tempo e, se continua a non parlare, accettalo.
4) Dì qualcosa del tipo: “Hai un problema, se vuoi cerchiamo una soluzione tra i due, cosa proponi?”
5) Se dà una soluzione assurda, fà tu la proposta e chiedigli la sua opinione.
6) Decidi infine una soluzione.

Álvaro Gámiz

traducción al español:
http://conempatia.org/2019/02/08/la-amistad-como-comunicar-bien/

Prega per me


(en español: http://conempatia.org/2018/04/10/reza-por-mi/)

Pregare è una conversazione con coloro che non ci sono più, il ricordo di coloro che ti hanno preceduto e l’orazione per seguire il loro esempio. Pregare è chiedere per loro. E anche chiedere a loro per noi che siamo qui. E’ il momento di maggior calma del giorno e, nel mio caso, è la prima ora del mattino, poco più delle sei con l’acqua della doccia che cade lentamente sulle spalle.

Pregare è una fotografia in seppia, un ritorno alla casa dei tuoi nonni e al tempo senza tempo della tua infanzia. È passare dalla Chiesa di San Pietro, sulla strada per la scuola, e pregare al Cristo di Burgos un Padre Nostro per chiedere aiuto negli esami. È il rifugio del freddo e il silenzio accogliente. Pregare è avere memoria.

Pregare è ciò che precede o segue il lavoro, e non lo sostituisce mai perché già lo dice il proverbio: “aiutati che Dio ti aiuta”. È l’unica cosa che puoi fare quando ormai non è possibile fare altro, e il modo d’impegnarsi da chi non ha un altro modo per farlo, come quando preghiamo per un paziente che sta per essere operato e ormai è tutto nelle mani del chirurgo (e di Dio). Pregare non fa miracoli, o se li fa, non lo sapremo mai, ma offre consolazione a colui che prega e a colui per il quale si prega. Pregare non è mai inutile, perché sempre conforta.

Pregare è dire pregherò per te e, anche, prega per me. Ed è, quindi, il contrario della vanità. Pregare è l’accettazione dei tuoi limiti. È imparare a rassegnarsi quando ciò che avrebbe potuto essere non è stato. È vivere senza rancore, imparare a dimenticare, accettare la sconfitta con dignità e celebrare il trionfo con umiltà. Pregare è rassegnazione quando procede, ma anche scatto e fierezza quando tocca. È cercare le forze se non si hanno e pensare che alla fine le cose saranno come dovrebbero essere. Pregare è ottimismo, non dare niente per perso, lottare e resistere, è mio padre prima di morire. Pregare è fragilità e vigore.

Pregare è rimarginare le ferite, superare il danno che ti hanno fatto. Girare pagina e ricominciare da zero. Perdonare le offese e anche chiedere perdono. E soprattutto avere gratitudine. Pregare è rendere grazie per vivere e per quello che la vita ti ha dato. È svegliarsi con illusioni rinnovate. Aggrapparsi disperatamente all’immateriale. Ricordarsi di ciò che conta davvero e relativizzare tutto il resto. È stabilire le priorità, mettere in ordine le carte del tuo tavolo, cercare la trascendenza, pensare in grande.

Pregare è staccare e spegnere il cellulare. È introspezione nella società dell’esibizionismo. È rilassarsi e calmare i nervi. E prepararsi mentalmente per quello che verrà. Non è solo cercare il coraggio, ma anche l’ispirazione, l’idea, l’impostazione, la luce, il chiaro in mezzo alla giungla. Pregare è ragionare, anche se sembra la cosa più irrazionale che esista. È la mente in funzione come quando giochi una partita di tennis. È pianificare e anticipare le mosse. È astrazione nei tempi dello concreto e dello materiale. È pausa in un mondo eccitato. È calma quando tutto è ansietà. Ed è noioso nella dittatura dello divertente.

Pregare è una forma estrema di indipendenza, un’attività quasi di controcultura, la cosa più “punk” che si possa fare nel pomeriggio di una domenica. È il modo più radicale di praticare “mindfullness”, così obsoleto che qualche giorno diventerà straordinariamente “cool”. Pregare potrebbe essere computato come ore di lavoro per i dipendenti pubblici, ma non lo si fa perché è una pratica “anti-sistema”, senza alcun riconoscimento dell’”establishment”. Così politicamente incorretta che la gente nasconde che prega come nasconde la pancia per la foto. Pregare è un piacere occulto, che si riserva per l’intimità. Un atto privato che, quando si fa accompagnato, ha bisogno di un po’ di oscurità e molta, molta, fiducia.

Pregare è spogliarsi e aprire la tua anima alla persona con cui preghi. Ed è una dichiarazione d’amore per la persona che hai nelle tue preghiere. È versare il tuo affetto su quelli che ami di più e provare l’affetto di coloro che pregano per te. Pregare è avere altri nelle tue preghiere ed stare nelle preghiere degli altri, che è molto di più che stare solo nella sua memoria. Pregare, e soprattutto che preghino per te, è la più grande aspirazione che si possa avere nella vita. Un privilegio immenso. È volere tanto bene a qualcuno come per pregare per lui, e che qualcuno te tenga tanto a cuore come per pregare per te. Può esistere maggior orgoglio? Esiste maggiore pienezza di quella di sapere che c’è una madre, un fratello, un figlio o un amico che vuole che Dio ti protegga, e ti conceda la salute, e ti illumini, e ti aiuti, e ti accompagni, e sia sempre con te?

Pregare è avere fede. Avere fede nella vita, nelle persone, nei tuoi amici, nei tuoi figli, nei tuoi genitori, in Dio. È un super potere che ci predispone al bene. Pregare è credere in un mondo migliore.

Miguel Angel Robles, professore di comunicazione nell’Università Loyola di Siviglia
Abc di Siviglia, 11 marzo 2018
Testo originale in spagnolo: http://conempatia.org/2018/04/10/reza-por-mi/