{"id":1065,"date":"2018-03-17T16:26:28","date_gmt":"2018-03-17T16:26:28","guid":{"rendered":"http:\/\/empatici.com\/?p=1065"},"modified":"2018-03-20T09:53:50","modified_gmt":"2018-03-20T09:53:50","slug":"come-parlare-di-dio-oggi-13-spunti-per-la-nuova-evangelizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/empatici.com\/?p=1065","title":{"rendered":"Come parlare di Dio oggi (Garrett Johnson)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/amigos-hablando-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/amigos-hablando-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1075\" srcset=\"https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/amigos-hablando-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/amigos-hablando-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/amigos-hablando-1-500x281.jpg 500w, https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/amigos-hablando-1.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La vita come un grande parco giochi, spensierata, senza regole n\u00e9 autorit\u00e0. Ovvero non parlatemi di passato, patria, genitori, perch\u00e9 io vivo adesso. E adesso sono il re della mia vita.<\/p>\n<p>Un\u2019occhiata veloce alla cultura giovanile contemporanea porta a chiedersi: come parlare di Dio oggi? Come essere autentici evangelizzatori nella Nuova Evangelizzazione?<\/p>\n<p><strong>1) Parlare di Dio non \u00e8 mai stato facile, n\u00e9 mai lo sar\u00e0.<\/strong> Nel momento in cui Dio diventa attraente come l\u2019Iphone significa che non siamo pi\u00f9 davanti al Dio che Ges\u00f9 ci ha rivelato, ma piuttosto a qualcuno che assomiglia al messia atteso da quelli che lo misero in croce.<\/p>\n<p><strong>2) La meraviglia attrae, la predica allontana.<\/strong> Quando si tratta di parlare di Dio nessuno pu\u00f2 dirsi maestro, e chi si comporta come tale finisce per irritare il prossimo. Dobbiamo invece avere l\u2019atteggiamento dei bambini, colpiti di fronte alla meraviglia di un mistero che ci ha conquistati e si \u00e8 impadronito della nostra esistenza; essere come Mos\u00e8 quando si tolse i sandali davanti al rovo in fiamme. O come il discepolo che corre dall\u2019amico per dirgli \u201cvieni a vedere!\u201d (Giovanni 1,46). Questo stupore \u00e8 il centro della passione e il fuoco interiore che ci spinge ad incendiare il mondo intero.<\/p>\n<p><strong>3) Sapere perch\u00e9 si sta parlando.<\/strong> Nella cultura contemporanea, il perch\u00e9 interessa poco. Vogliamo risultati, soluzioni, efficienza, e cos\u00ec via. Parlare di Dio, oggigiorno, a che serve? Che problemi ci risolve? Anzi, \u00e8 proprio il contrario: riconoscere la presenza di Dio spesso complica le cose. Ma su questo punto dobbiamo adottare una logica diversa: Dio non esiste per servire o per essere utile, quanto piuttosto per essere servito. Paradossalmente, nella misura in cui serviamo, riceviamo. Ma funziona in quest\u2019ordine. La Nuova Evangelizzazione comporta certamente che rinnoviamo il come, ma se non ci rinnoviamo sul perch\u00e9, finiremo per cadere in una sorta di attivismo entusiastico che prima o poi si esaurir\u00e0.<\/p>\n<p><strong>4) Sapere a chi si sta parlando.<\/strong> Non c\u2019\u00e8 difetto pi\u00f9 grande, quando si fa apostolato, che parlare prima di avere ascoltato. Al contrario, quello che diciamo dovrebbe essere in risposta a quello che si \u00e8 sentito. Si tratta di ascoltare non soltanto le parole che vengono dette, ma di sapere \u201cleggere\u201d i desideri, i timori, le storie, i sogni. Come disse il teologo Karl Barth, una buona predica andrebbe fatta con la Bibbia in una mano e un quotidiano nell\u2019altra. E\u2019 impossibile fare un buon apostolato se non si capiscono la cultura, le persone.<br \/>\nDovete chiedervi quanto vi siete sforzati di capire la cultura contemporanea e a chi vi rivolgete. In realt\u00e0 solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell\u2019uomo (Gaudium et Spes, 22).<br \/>\nAttenzione per\u00f2 a non dipendere dai sedicenti \u201cesperti\u201d in materia di giovent\u00f9. Le ricerche psicologiche \u2013 per quanti miliardi vi si investano \u2013 rivelano alcune caratteristiche dell\u2019uomo, ma non potranno mai sostituire la conoscenza dell\u2019umano, a cui invece possiamo arrivare attraverso Cristo. La vera \u201cesperta in umanit\u00e0\u201d \u00e8 la Chiesa, perch\u00e9 offre il messaggio di Cristo. Egli conosce il cuore dell\u2019uomo e solo ascoltando Lui capiremo come penetrarlo.<\/p>\n<p><strong>5) Non stancarsi di cercare metodi creativi.<\/strong> Quante nottate passano i pubblicitari della Coca Cola a spremersi le meningi per capire come fare breccia nel pubblico? Facciamo lo stesso anche noi? I nuovi media sono fondamentali. Per qualche strano motivo, ricorrendo ai sistemi tradizionali possiamo ripetere un concetto anche 50 volte senza che nessuno ci ascolti. Prendete per esempio questo padre di famiglia che non riusciva a far capire ai figli che devono sostituire il rotolo di carta igienica una volta esaurito: siccome non lo stavano a sentire ha deciso di fare un video, che fino adesso \u00e8 stato visto da 4 milioni di persone.<br \/>\nTenendo presente il punto 4, non possiamo ignorare il tempo mediamente speso da una persona sui social media. Un apostolato basato anche su questi strumenti non sostituir\u00e0 mai l\u2019incontro faccia a faccia, ma ha un ruolo nell\u2019evangelizzazione moderna.<\/p>\n<p><strong>6) Attenzione al linguaggio.<\/strong> Tendiamo a dare per scontati certi termini, ma nell\u2019odierna societ\u00e0 secolarizzata dobbiamo andar cauti. La Parola \u201cpeccato\u201d implica almeno una cinquantina di significati che per\u00f2 non corrispondono pi\u00f9 ormai a quelli dell\u2019immaginario collettivo. Ciononostante le parole restano una categoria fondamentale, che va spiegata: meglio cominciare ricorrendo a termini, realt\u00e0 e immagini pi\u00f9 familiari. Per esempio al concetto di \u201csofferenza\u201d. O di \u201cingiustizia\u201d. Fate appello a quella voce interiore che agisce in ogni persona e gli dice: \u201cnon dovrebbe essere cos\u00ec\u201d. Iniziate in questo modo e progressivamente introducete il concetto di peccato, spiegando che cosa intendiamo con esso.<\/p>\n<p><strong>7) Prima domandare, poi rispondere.<\/strong> Dobbiamo applicarci nell\u2019arte di fare le domande giuste. Quando poniamo una domanda, noi coinvolgiamo l\u2019altro, gli facciamo assumere un ruolo attivo. Fare una domanda \u00e8 come allestire un palcoscenico e invitare l\u2019altro a salirvi sopra. Ma \u00e8 importante insegnare a fare le domande giuste, a cercare la verit\u00e0, a guardare dentro se stessi per riflettere sui misteri della vita umana. I giovani, oggi, hanno sviluppato forti anticorpi nei confronti delle questioni pi\u00f9 profonde sull\u2019esistenza. Sta allora a noi incoraggiarli a porsi, liberamente e seriamente, queste questioni: solo dopo potremo cominciare a condividere i frutti della nostre riflessioni.<\/p>\n<p><strong>8) Apostolato \u00e8 (principalmente) mostrare ci\u00f2 che \u00e8 nascosto, ma c\u2019\u00e8.<\/strong> Discorsi troppo alti e difficili su Dio al giorno d\u2019oggi non trovano terreno fertile: il che non significa che dobbiamo abbassarne il livello ma piuttosto trovare il modo di trasmettere la ricchezza che deriva dalla nostra fede in termini familiari. Le persone vogliono che si parli con loro e di loro, non a loro. Non si tratta di sacrificare l\u2019autenticit\u00e0 del Vangelo per risultare pi\u00f9 attraenti, ma di seguire l\u2019esempio di Paolo (Atti 14, 16-17): annunciare Colui che \u00e8 gi\u00e0 presente tra noi. Invitare a scoprire Dio dall\u2019interno, non da fuori. Insegnare ad ascoltare i desideri del proprio cuore, il bisogno di amore, di infinito, di mistero, di verit\u00e0 e di bellezza. Chiedete alle persone da dove vengono questi desideri e dove puntano. Aiutateli a scoprire che la Fede risponde a ognuno di questi desideri, che solo Cristo corrisponde pienamente alle loro esistenze.<\/p>\n<p><strong>9) Stupirsi per la presenza di Dio nell\u2019altro.<\/strong> Troppo spesso ci facciamo condizionare dalla prima impressione e dal nostro modo di vedere le cose: una visione troppo negativa o pessimistica della cultura di oggi \u2013 per quanto difficile possa di fatto essere la situazione \u2013 non deve mai impedirci di guardare obiettivamente l\u2019altro, di scoprire in lui la presenza attiva e amorevole di Dio.<\/p>\n<p><strong>10) Il cuore \u00e8 il nostro miglior alleato, anche con i nostri \u201cavversari\u201d.<\/strong> L\u2019apostolato \u00e8 sempre un atto di cooperazione. Dio ha avviato il percorso dell\u2019uomo verso di Lui al momento della creazione. Le profondit\u00e0 della realt\u00e0 umana sono state fatte da e per Dio. Quindi gli elementi autenticamente umani stanno dalla nostra parte, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che \u00e8 autenticamente umano \u00e8 stato assunto e riconciliato con l\u2019incarnazione di Ges\u00f9 Cristo. Nel momento in cui considero l\u2019altro come un avversario anzich\u00e9 come un fratello o una sorella che sto cercando di avvicinare a Cristo, ho perso. Anche chi si oppone apertamente alla Chiesa di Cristo va trattato come il figliol prodigo, e mai come un \u201cdiverso\u201d ostile, per quanto egli possa comportarsi come tale. Anche qui, non significa abbandonare la battaglia culturale n\u00e9 arrendersi davanti a chi cerca di introdurre situazioni di rottura nella societ\u00e0. Al contrario, motivati dall\u2019amore per i nostri fratelli e sorelle, dobbiamo essere instancabili nello sforzo di evangelizzare. La guerra culturale al Cristianesimo \u00e8 un dato di fatto, basta osservare i cristiani perseguitati, anche oggi: ci\u00f2 detto dobbiamo \u201ccombattere\u201d con lo stesso amore di Cristo crocifisso, puntando alla conversione pi\u00f9 che alla vittoria cos\u00ec come la intende il mondo.<\/p>\n<p><strong>11) Prima incontrare, poi cambiare.<\/strong> Parlate innanzitutto con i vostri gesti di carit\u00e0, con il vostro atteggiamento amichevole. Portate il soggetto del vostro apostolato a un incontro con l\u2019amore e lasciate che sia questo amore a dare i frutti della conversione morale. In un mondo popolato di ideali, noi dobbiamo restare saldi nell\u2019etica cattolica e nella dottrina sociale: quando cerchiamo di accompagnare gli altri verso queste verit\u00e0 dobbiamo seguire l\u2019esempio di Cristo e Zaccheo (Lc 19, 1-10). Zaccheo era un pubblico peccatore, non soltanto un avido ma anche un traditore, in quanto collaboratore dei Romani. E Ges\u00f9 cosa fa? Gli grida: \u201cSei un imbroglione, un falso, un ladro!\u201d? Niente affatto. Lo invita a mangiare insieme, segno del perdono e della gratuita comunione con Dio. Di che parlarono? Non si sa con certezza, ma \u00e8 facile supporre che Ges\u00f9 gli abbia fatto intendere che lo capiva, che conosceva le sue difficolt\u00e0 e i suoi peccati, ma che ciononostante lo amava. L\u2019incontro con questo amore trasforma Zaccheo e gli d\u00e0 motivo e forza per cambiare.<\/p>\n<p><strong>12) Incontro significa contatto.<\/strong> La tecnica apostolica di Cristo stava nella Sua incarnazione. Egli non parlava dall\u2019alto. Non ha mandato i suoi comandamenti via email, n\u00e8 ha pubblicato un manuale di vita cristiana. \u00c9 venuto. Ha permesso di essere visto, udito, toccato. Uno dei paradossi pi\u00f9 grandi della cristianit\u00e0 sta proprio nel fatto che il messaggero \u00e8 pi\u00f9 importante del messaggio.<br \/>\nO, se preferite: il Messaggero \u00e8 il Messaggio.<br \/>\nIl modo migliore per parlare di Dio, per fare apostolato, consiste nell\u2019entrare in contatto con le persone. Incarnatevi, entrate nelle loro esistenze, passate del tempo insieme, camminateci insieme nella vita di ogni giorno. Non rimandatele a un sito o alla lettura di un libro, ma lasciate che ascoltino la fede dalla vostra bocca, che vi vedano in azione e che tocchino con mano questa fede attraverso l\u2019amore che date loro. Quando si evangelizza, le facce contano pi\u00f9 delle idee.<br \/>\nInfine, questo incontro-contatto si realizza con la preghiera. Ironicamente, il miglior modo con cui parlare di Dio sta nel condurre a Lui e poi tacere. Certo, di questi tempi pregare non viene facile a molti \u2013 specialmente ai pi\u00f9 giovani \u2013 sebbene non sia sempre cos\u00ec e le eccezioni fortunatamente non manchino. Ci\u00f2 detto, se non puntiamo a portare gli altri all\u2019incontro diretto con Dio attraverso la preghiera e i sacramenti, siamo completamente fuori strada.<\/p>\n<p><strong>13) Non si d\u00e0 quello che non si ha.<\/strong> Forse questo dovrebbe essere il punto numero 1 della lista. Evangelizzare \u00e8 molto di pi\u00f9 che condividere idee, \u00e8 piuttosto condividere una relazione, offrire alle persone l\u2019amicizia con Cristo. Se non siamo appassionatamente innamorati di Cristo, se non ci siamo lasciati catturare dal Suo mistero e dalla Sua riconciliazione, che cosa possiamo offrire? Di che cosa parliamo? Come possiamo raccontare di chi non abbiamo mai veramente incontrato? Questo significa che il primo vero atto di apostolato \u00e8 convertire noi stessi.<\/p>\n<p>Garrett Johnson<br \/>\n(catholic-link.com)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vita come un grande parco giochi, spensierata, senza regole n\u00e9 autorit\u00e0. Ovvero non parlatemi di passato, patria, genitori, perch\u00e9 io vivo adesso. E adesso sono il re della mia vita. Un\u2019occhiata veloce alla cultura giovanile contemporanea porta a chiedersi: &hellip; <a href=\"https:\/\/empatici.com\/?p=1065\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_mi_skip_tracking":false},"categories":[67],"tags":[108,341,249,7,280,339,340],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1065"}],"collection":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1065"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1065\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1082,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1065\/revisions\/1082"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1065"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1065"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1065"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}