{"id":327,"date":"2016-01-17T18:18:44","date_gmt":"2016-01-17T18:18:44","guid":{"rendered":"http:\/\/empatici.com\/?p=327"},"modified":"2016-10-25T14:55:23","modified_gmt":"2016-10-25T14:55:23","slug":"empatia-del-medico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/empatici.com\/?p=327","title":{"rendered":"Empatia del medico"},"content":{"rendered":"<a href=\"http:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/medico-paziente.jpg\" rel=\"attachment wp-att-331\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/medico-paziente-300x202.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" class=\"size-medium wp-image-331\" srcset=\"https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/medico-paziente-300x202.jpg 300w, https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/medico-paziente-445x300.jpg 445w, https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/medico-paziente.jpg 518w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n<p>    Da quando si \u00e8 scoperto che oltre a prescrivere farmaci ed esami, la figura del medico e il suo modo di interagire con i malati svolgono un ruolo psicologico importantissimo ai fini della guarigione, la classe medica ha cominciato a interrogarsi su quali approcci possono risultare pi\u00f9 indicati nel rapporto con i pazienti. Ma fino a oggi non ci sono conclusioni chiare e definitive. Uno studio pubblicato di recente sulla rivista Archives of Internal Medicine ha scoperto che circa un terzo dei medici statunitensi, durante le visite, racconta fatti della propria vita privata o questioni personali ai pazienti, i quali, sempre secondo l\u2019indagine, non vivono con estremo piacere questo tipo di approccio. Spiega Egidio Moja, docente di psicologia medica all\u2019Universit\u00e0 di Milano e direttore del Centro Cura, che studia i problemi della comunicazione in medicina: <strong>\u201cIn linea generale, il camice bianco dovrebbe evitare di parlare di s\u00e9 durante le visite perch\u00e9 potrebbe suscitare nei pazienti questa domanda: sono qui per risolvere un mio problema o quelli del medico?\u201d<\/strong>. <\/p>\n<p>     Il medico che parla dei fatti suoi \u00e8 soltanto uno dei tanti aspetti che riguardano la comunicazione tra medico e paziente: \u00e8 un ambito che coinvolge diversi aspetti sociologici e psicologici e non ancora completamente chiarito. Entrano in gioco le esperienze di vita del paziente e quelle del medico, le sensazioni di entrambi, le emozioni, le aspettative: soprattutto se si tratta di malattie gravi, come per esempio i tumori, oppure le patologie croniche, come il diabete. Da qualche anno si parla con sempre pi\u00f9 convinzione dell\u2019empatia come di uno strumento a disposizione del medico per entrare davvero in sintonia con il paziente. <strong>\u201cPer empatia\u201d, <\/strong>puntualizza Moja, <strong>\u201cnon si intende soltanto la capacit\u00e0 che un professionista possiede di capire e di condividere le emozioni e le paure del malato, ma anche l\u2019abilit\u00e0 nel sapergli comunicare che i suoi problemi sono stati capiti e sono condivisi\u201d<\/strong>. L\u2019empatia \u00e8 una capacit\u00e0 chiaramente innata in molti medici: per alcuni \u00e8 assolutamente naturale entrare in sintonia con i problemi degli altri e manifestarlo. Ma questa abilit\u00e0 si pu\u00f2 anche apprendere: esistono tecniche di comportamento, ormai collaudate, che aiutano il medico a stabilire una relazione pi\u00f9 empatica con il paziente. <strong>\u201cNon \u00e8 necessario farlo in tutte le situazioni<\/strong>\u201d aggiunge lo psicologo<strong> \u201ce non \u00e8 nemmeno necessario applicarla a tutti i pazienti, perch\u00e9 non viene richiesta da tutti\u201d. <\/strong>Ci sono persone che infatti non manifestano il desiderio di essere compresi, quantomeno nella loro dimensione emotiva, ma chiedono al professionista di dare loro tutte le informazioni utili e necessarie e di aiutarli a guarire. Punto e basta. Altri, invece, vivono il bisogno di essere compresi fino in fondo come una necessit\u00e0. <strong>\u201cCi\u00f2 non significa che ci sono pazienti giusti e pazienti sbagliati\u201d<\/strong> precisa Moja <strong>\u201cma \u00e8 il medico che si deve adattare a ogni situazione, capire quali sono le esigenze del singolo paziente e comportarsi di conseguenza\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>     Sentirsi capiti, anche negli aspetti pi\u00f9 intimi e personali, dal proprio medico \u00e8 sicuramente importante perch\u00e9 tutti noi, bene o male, viviamo di relazioni e quando soffriamo per una malattia abbiamo bisogno di empatia come l\u2019aria che respiriamo. Ma quanto incide sulla terapia? <strong>\u201cAlcuni studi\u201d<\/strong> risponde lo psicologo <strong>\u201cdimostrano che in questi casi il paziente \u00e8 pi\u00f9 preciso nel dare informazioni al medico sul suo stato di salute e si sente pi\u00f9 agevolato nel fare domande. Da ci\u00f2 deriva anche una compliance migliore: una pi\u00f9 efficace adesione alle terapie prescritte, vale a dire senza sgarrare tempi o dosaggi, con evidenti ripercussioni sul risultato del trattamento\u201d<\/strong>. Maggiore empatia vuol dire anche mettere al centro del lavoro dei medici il malato, la persona, e non soltanto la malattia. <strong>\u201cTutti gli sforzi e gli studi condotti su questi argomenti vanno nella direzione di superare la medicina basata sui sintomi, rimettendo al centro l\u2019individuo visto nella sua globalit\u00e0\u201d<\/strong> chiarisce Moja. Una strada ancora in salita, perch\u00e9 \u00e8 difficile cambiare abitudini millenarie e perch\u00e9, probabilmente, fare il medico alla vecchia maniera \u00e8 comunque pi\u00f9 facile e crea meno problemi. Tanto che l\u2019universit\u00e0 si sta attrezzando per insegnare ai futuri medici come essere empatici anche quando non lo sono di carattere. <strong>\u201cDa qualche anno ormai \u00e8 obbligatorio partecipare al corso di psicologia medica, che nel vecchio ordinamento di studi era una materia facoltativa. Si impara cos\u00ec come capire la tipologia di paziente che si ha davanti e qual \u00e8 il modo pi\u00f9 corretto per condurre un colloquio. Si utilizzano anche tecniche di simulazione, come brevi rappresentazioni teatrali in cui gli stessi studenti interpretano, a turno, il ruolo del malato o del curante\u201d<\/strong>. <\/p>\n<p>     Non solo: l\u2019empatia \u00e8 una materia che richiede aggiornamento costante, e infatti la cattedra di Psicologia medica di Moja ha svolto diverse ricerche su medici gi\u00e0 esperti, filmando i loro colloqui con i pazienti e sottoponendo poi le riprese al giudizio degli studenti e di altri medici. <strong>\u201cGli errori che si fanno possono essere molti: dal linguaggio utilizzato, al gesto inappropriato, fino allo sguardo, che alcuni curanti tengono troppo fisso sulla cartella clinica o sul computer, mentre il paziente va guardato in faccia, altrimenti \u00e8 impossibile intessere una relazione. Un approccio diverso a quello del medico di un tempo \u00e8 oggi quanto mai necessario\u201d<\/strong> conclude Moja <strong>\u201canzitutto perch\u00e9 le nuove tecnologie diagnostiche tendono a spersonalizzare il rapporto umano, e quindi c\u2019\u00e8 bisogno di maggiore relazione per contrastare questo fenomeno. Poi perch\u00e9 nel mondo, a differenza del passato, stanno sempre di pi\u00f9 aumentando le patologie croniche, nei confronti delle quali il rapporto con il medico \u00e8 fondamentale. Infine oggi i pazienti sono sempre pi\u00f9 autonomi, vanno in Internet, leggono libri di medicina, riviste, e non accettano pi\u00f9 il vecchio medico paternalista che lavora in silenzio\u201d. <\/strong>Pi\u00f9 empatia, quindi, fa bene ai pazienti, ma giova anche alla medicina.<\/p>\n<p>     \u00c8 in arrivo il galateo dei medici: Micheal Kahn, psichiatra di Boston, ha lanciato dalle pagine dell\u2019importante rivista medica New England Journal of Medicine la proposta di integrare la formazione post universitaria dei medici con un corso di buone maniere. <strong>\u201cSoltanto cos\u00ec\u201d<\/strong> spiega <strong>\u201csi riusciranno a evitare quelle lamentele che spesso i pazienti si scambiano tra loro e raccontano ai famigliari\u201d. <\/strong>Del tipo: <strong>\u201cNon mi ha nemmeno guardato, si \u00e8 limitato a guardare lo schermo del computer\u201d<\/strong> oppure <strong>\u201cnon sorride mai e non mi ha detto nemmeno il suo nome\u201d. <\/strong>Secondo lo psichiatra statunitense basterebbe cominciare da alcune semplici norme di comportamento per arrivare a elaborare un vero e proprio galateo dei camici bianchi. Per esempio, alla prima visita di un paziente ricoverato in ospedale bisognerebbe:<br \/>\n     <strong>1) chiedere il permesso prima di entrare nella stanza e attendere la risposta;<br \/>\n     2) presentarsi mostrando anche il cartellino di riconoscimento;<br \/>\n     3) stringere la mano al paziente;<br \/>\n     4) sedersi e magari sorridere se la situazione lo consente;<br \/>\n     5) spiegare brevemente qual \u00e8 il ruolo all\u2019interno dell\u2019\u00e9quipe e nei confronti del paziente;<br \/>\n     6) chiedere al paziente come sta vivendo la sua degenza in ospedale<\/strong>.<\/p>\n<p>Massimo Barberi (airc.it)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/empatici.com\/?p=290\">(Altre informazioni sull&#8217;empatia)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando si \u00e8 scoperto che oltre a prescrivere farmaci ed esami, la figura del medico e il suo modo di interagire con i malati svolgono un ruolo psicologico importantissimo ai fini della guarigione, la classe medica ha cominciato a &hellip; <a href=\"https:\/\/empatici.com\/?p=327\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_mi_skip_tracking":false},"categories":[2],"tags":[63,199,7,64,61,62,196,197,75,35,198],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/327"}],"collection":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=327"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/327\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":587,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/327\/revisions\/587"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}