{"id":353,"date":"2016-01-21T20:09:32","date_gmt":"2016-01-21T20:09:32","guid":{"rendered":"http:\/\/empatici.com\/?p=353"},"modified":"2020-05-17T20:51:19","modified_gmt":"2020-05-17T20:51:19","slug":"come-comunicare-la-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/empatici.com\/?p=353","title":{"rendered":"10 principi per comunicare la fede (Juan Manuel Mora)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/parlare-in-pubblico.jpg\" rel=\"attachment wp-att-356\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/parlare-in-pubblico-300x202.jpg\" alt=\"parlare-in-pubblico\" width=\"300\" height=\"202\" class=\"alignnone size-medium wp-image-356\" srcset=\"https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/parlare-in-pubblico-300x202.jpg 300w, https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/parlare-in-pubblico-768x516.jpg 768w, https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/parlare-in-pubblico-1024x688.jpg 1024w, https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/parlare-in-pubblico-446x300.jpg 446w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Proviamo a convincere senza voler sconfiggere<\/strong><\/p>\n<p>\tComunicare la fede \u00e8 un problema antico, presente nel corso dei duemila anni di vita della comunit\u00e0 cristiana, che si \u00e8 sempre considerata messaggera di una novella che le \u00e8 stata rivelata e che \u00e8 degna di essere comunicata. \u00c8 un problema antico, ma \u00e8 anche un tema di scottante attualit\u00e0. Da Paolo VI fino a Benedetto XVI, i Papi non hanno smesso di sottolineare la necessit\u00e0 di migliorare il modo di comunicare la fede.<\/p>\n<p>\tSpesso, questo problema si trova in relazione con la \u00abnuova evangelizzazione\u00bb. In questo contesto, Giovanni Paolo II afferm\u00f2 che la comunicazione della fede deve essere nuova \u00abnel suo ardore, nei metodi e nuova nelle espressioni\u00bb. Qui facciamo riferimento in particolare alla novit\u00e0 dei metodi.<\/p>\n<p>\tCi sono fattori esterni che ostacolano la diffusione del messaggio cristiano, sui quali \u00e8 difficile incidere. Per\u00f2 \u00e8 possibile fare progressi con altri fattori che sono alla nostra portata. In questo senso, chi vuole comunicare l\u2019esperienza cristiana deve conoscere la fede che desidera trasmettere e deve conoscere anche le regole del gioco della comunicazione pubblica.<\/p>\n<p>\tPartendo, da un lato, dai documenti ecclesiali pi\u00f9 rilevanti e, dall\u2019altro, dalla bibliografia essenziale nell\u2019ambito della comunicazione istituzionale, articoler\u00f2 le mie riflessioni in 3 principi sul messaggio, 3 sulla persona e 3 sul modo.<\/p>\n<p>        1. Prima di tutto, il <strong>messaggio<\/strong> deve essere <strong>positivo<\/strong>. Il pubblico presta attenzione a informazioni di ogni genere e prende nota delle proteste e delle critiche. Ma asseconda soprattutto progetti, proposte e cause positive.<\/p>\n<p>\tGiovanni Paolo II afferma, nell\u2019enciclica &#8220;Familiaris consortio&#8221;, che la morale \u00e8 un cammino verso la felicit\u00e0 e non una serie di proibizioni. Quest\u2019idea \u00e8 stata ripetuta spesso da Benedetto XVI, in modi diversi: Dio ci d\u00e0 tutto e non ci toglie nulla; l\u2019insegnamento della Chiesa non \u00e8 un codice di limitazioni, ma una luce che si riceve in libert\u00e0.<\/p>\n<p>\tIl messaggio cristiano deve essere trasmesso per quello che \u00e8: un s\u00ec immenso all\u2019uomo, alla donna, alla vita, alla libert\u00e0, alla pace, allo sviluppo, alle virt\u00f9. Per trasmetterlo in modo adeguato agli altri, bisogna prima capire e sperimentare la fede in questo modo positivo.<\/p>\n<p>\tAcquistano particolare valore in questo contesto alcune parole del cardinale Ratzinger: \u00abLa forza con cui la verit\u00e0 si impone deve essere la gioia, che \u00e8 la sua espressione pi\u00f9 chiara. Sulla gioia dovrebbero puntare i cristiani e nella gioia dovrebbero conoscere il mondo\u00bb. La comunicazione attraverso l\u2019irradiazione della gioia \u00e8 il pi\u00f9 positivo dei progetti.<\/p>\n<p>\t2 . In secondo luogo, il <strong>messaggio<\/strong> deve essere <strong>rilevante<\/strong>. Significativo per chi ascolta, non soltanto per chi parla. Tommaso d\u2019Aquino afferma che ci sono due tipi di comunicazione: la locutio, un fluire di parole che non interessano in assoluto a coloro che ascoltano; e l\u2019illuminatio, che consiste nel dire qualcosa che apre la mente e il cuore degli interlocutori su un aspetto che veramente li riguarda. Comunicare la fede non \u00e8 discutere per avere la meglio, ma dialogare per convincere. Il desiderio di convincere senza sconfiggere influenza profondamente l\u2019atteggiamento di chi comunica. L\u2019ascolto si trasforma in qualcosa di fondamentale: permette di sapere che cosa interessa, che cosa preoccupa l\u2019interlocutore. Di conoscere le sue domande prima di proporre le risposte. Il contrario della rilevanza \u00e8 l\u2019autoreferenzialit\u00e0: limitarsi a parlare di s\u00e9 non \u00e8 una buona base per il dialogo.<\/p>\n<p>\t3 . In terzo luogo, il <strong>messaggio<\/strong> deve essere <strong>chiaro<\/strong>. La comunicazione non \u00e8 prima di tutto ci\u00f2 che spiega colui che parla, ma ci\u00f2 che il destinatario comprende. Accade in tutti i campi del sapere (scienza, tecnologia, economia): per comunicare \u00e8 necessario evitare la complessit\u00e0 argomentativa e l\u2019oscurit\u00e0 del linguaggio. Anche in materia religiosa conviene cercare argomenti chiari e parole semplici. In questo senso, bisognerebbe rivendicare il valore della retorica, della letteratura, delle metafore, del cinema, della pubblicit\u00e0, delle immagini, dei simboli, per trasmettere il messaggio cristiano.<\/p>\n<p>\tA volte, quando la comunicazione non funziona, si attribuisce la responsabilit\u00e0 al ricevente: si considerano gli altri incapaci di capire. Bisognerebbe, invece, fare l\u2019opposto: sforzarsi di essere ogni volta pi\u00f9 chiari, fino ad arrivare all\u2019obiettivo che si desidera. <\/p>\n<p>        4. Passiamo adesso ai principi relativi alla <strong>persona<\/strong> che comunica. Perch\u00e9 un destinatario accetti un messaggio, la <strong>persona<\/strong> o l\u2019organizzazione che lo propone deve meritare <strong>credibilit\u00e0<\/strong>. Dato che la credibilit\u00e0 si fonda sulla veridicit\u00e0 e sull\u2019integrit\u00e0 morale, la menzogna e il sospetto annullano alla base il processo di comunicazione. La perdita di credibilit\u00e0 \u00e8 una delle conseguenze pi\u00f9 serie di alcune crisi che si sono verificate in questi anni. <\/p>\n<p>\t5. Il secondo principio \u00e8 <strong>l\u2019empatia nella persona<\/strong>. La comunicazione \u00e8 una relazione che si stabilisce tra le persone, non un meccanismo anonimo di diffusione di idee. Il Vangelo si rivolge a persone: politici ed elettori, giornalisti e lettori. Persone con il loro punto di vista, i propri sentimenti ed emozioni. Quando si parla con freddezza, si fa pi\u00f9 grande la distanza che separa dall\u2019interlocutore. Una scrittrice africana ha affermato che la maturit\u00e0 di una persona sta nella sua capacit\u00e0 di scoprire che pu\u00f2 \u00abferire\u00bb gli altri, e operare di conseguenza. La nostra societ\u00e0 \u00e8 piena di cuori spezzati e di intelligenze rose dal dubbio. Bisogna avvicinarsi con delicatezza al dolore fisico e al dolore morale. L\u2019empatia non implica rinunciare alle proprie convinzioni, ma mettersi al posto dell\u2019altro. Nella societ\u00e0 attuale, le risposte che convincono sono quelle piene di coscienza e di umanit\u00e0.<\/p>\n<p>\t6. Il terzo principio relativo alla <strong>persona<\/strong> che comunica \u00e8 la <strong>cortesia<\/strong>. L\u2019esperienza dimostra che nei dibattiti pubblici \u00e8 abitudine insultarsi e squalificarsi a vicenda. In questo ambito, se non si cura la forma, si corre il rischio che la proposta cristiana sia vista come uno fra i tanti atteggiamenti radicali. A rischio di sembrare ingenuo, penso che convenga prendere le distanze da questa impostazione. La chiarezza non \u00e8 incompatibile con la gentilezza.<\/p>\n<p>        Con la gentilezza si pu\u00f2 dialogare, senza gentilezza, il fallimento \u00e8 assicurato in anticipo: chi era fazioso prima della discussione, continuer\u00e0 a esserlo poi; e chi era contrario raramente cambier\u00e0 atteggiamento.<\/p>\n<p>\tRicordo un cartello collocato all\u2019entrata di un pub vicino al castello di Windsor, nel Regno Unito. Diceva, pi\u00f9 o meno: \u00abIn questo locale sono benvenuti i gentiluomini. E un gentiluomo \u00e8 tale prima di bere la birra e anche dopo\u00bb. Potremmo aggiungere: un gentiluomo \u00e8 tale quando gli danno ragione e quando non gliela danno.<\/p>\n<p>\t7. Vediamo infine alcuni principi che si riferiscono al <strong>modo<\/strong> di comunicare. Il primo \u00e8 il <strong>modo professionale<\/strong>. La &#8220;Gaudium et Spes&#8221; ricorda che ogni attivit\u00e0 umana ha la sua propria natura che bisogna scoprire, applicare e rispettare. Ogni campo del sapere ha la sua metodologia; ogni attivit\u00e0, le sue norme; e ogni professione, la sua logica.<\/p>\n<p>\tL\u2019evangelizzazione non si produrr\u00e0 fuori dalle realt\u00e0 umane, ma dentro: i politici, gli imprenditori, i giornalisti, i professori, gli sceneggiatori, i sindacalisti, sono coloro che possono introdurre pratiche migliori nei rispettivi ambiti. San Josemar\u00eda Escriv\u00e1 ricordava che \u00e8 ogni professionista, coinvolto nel proprio lavoro, che deve trovare le proposte e le soluzioni adeguate. Se si tratta di un dibattito parlamentare, con argomenti politici; se \u00e8 un dibattito medico, con argomenti scientifici; e cos\u00ec via. Questo principio si applica alle attivit\u00e0 di comunicazione, che stanno conoscendo uno sviluppo straordinario negli ultimi anni, sia per la crescente qualit\u00e0 delle forme narrative, sia per i tipi di pubblico di volta in volta pi\u00f9 ampio e per la partecipazione cittadina ogni giorno pi\u00f9 attiva.<\/p>\n<p>\t8. Il secondo principio potrebbe definirsi il <strong>modo trasversale<\/strong>. La professionalit\u00e0 \u00e8 imprescindibile quando in un dibattito pesano le convinzioni religiose. La trasversalit\u00e0, quando pesano le convinzioni politiche.<\/p>\n<p>\tA questo punto, vale la pena menzionare la situazione italiana. Nel fare la dichiarazione dei redditi, pi\u00f9 dell\u2019ottanta per cento degli italiani mette una croce nel riquadro corrispondente alla Chiesa, perch\u00e9 desidera appoggiare economicamente le sue attivit\u00e0. Ci\u00f2 vuol dire che la Chiesa merita la fiducia di una grande maggioranza dei cittadini, non soltanto di coloro che si riconoscono in una tendenza politica.<\/p>\n<p>\t9. Il terzo principio \u00e8 il <strong>modo graduale<\/strong>. Le tendenze sociali hanno una vita complessa: nascono, crescono, si sviluppano, cambiano e muoiono. Di conseguenza, la comunicazione di idee ha molto a che vedere con la \u00abcoltivazione\u00bb: seminare, irrigare, potare, tagliare, attendere, prima di raccogliere.<\/p>\n<p>\tIl fenomeno della secolarizzazione si \u00e8 andato consolidando negli ultimi secoli. Processi di cos\u00ec lunga gestazione non si risolvono in anni, mesi o settimane. Il cardinale Ratzinger spiegava che la nostra visione del mondo suole seguire un paradigma \u00abmaschile\u00bb, in cui l\u2019importante \u00e8 l\u2019azione, l\u2019efficacia, la programmazione e la rapidit\u00e0. E concludeva che conviene dare pi\u00f9 spazio a un paradigma \u00abfemminile\u00bb, perch\u00e9 la donna sa che tutto ci\u00f2 che ha a che vedere con la vita richiede attesa, ha bisogno di pazienza.<\/p>\n<p>\tIl contrario di questo principio sono la fretta e l\u2019agire a breve termine che portano all\u2019impazienza e molte volte anche allo scoraggiamento, perch\u00e9 \u00e8 impossibile raggiungere obiettivi di una certa entit\u00e0 a breve termine.<\/p>\n<p>\t10. A questi nove principi bisognerebbe aggiungerne un altro che tocca tutti gli aspetti citati: il messaggio, la persona che comunica e il modo di comunicare. Il principio della <strong>carit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>\tAlcuni autori hanno sottolineato come, nei primi secoli, la Chiesa si diffondesse in modo molto rapido perch\u00e9 era una comunit\u00e0 accogliente, in cui era possibile vivere un\u2019esperienza di amore e di libert\u00e0. I cattolici trattavano il prossimo con carit\u00e0, curavano i bambini, i poveri, gli anziani, gli infermi. Tutto questo rappresent\u00f2 un\u2019irresistibile calamita.<\/p>\n<p>\tLa carit\u00e0 \u00e8 il contenuto, il metodo e lo stile della comunicazione della fede; la carit\u00e0 fa diventare il messaggio cristiano positivo, rilevante e attraente; conferisce credibilit\u00e0, empatia e gentilezza alle persone che comunicano; ed \u00e8 la forza che permette di agire in modo paziente, coinvolgente e aperto. Perch\u00e9 anche il mondo in cui viviamo \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso un mondo duro e freddo, nel quale molte persone si sentono escluse e maltrattate e sperano di avere un po\u2019 di luce e di calore. In questo mondo, il grande argomento dei cattolici \u00e8 la carit\u00e0. Grazie alla carit\u00e0, l\u2019evangelizzazione \u00e8, sempre e veramente, nuova.<\/p>\n<p>Juan Manuel Mora (L&#8217;Osservatore Romano, 19 agosto 2011) <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/empatici.com\/?p=290\">(Altre informazioni sull&#8217;empatia)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proviamo a convincere senza voler sconfiggere Comunicare la fede \u00e8 un problema antico, presente nel corso dei duemila anni di vita della comunit\u00e0 cristiana, che si \u00e8 sempre considerata messaggera di una novella che le \u00e8 stata rivelata e che &hellip; <a href=\"https:\/\/empatici.com\/?p=353\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_mi_skip_tracking":false},"categories":[67],"tags":[108,455,454,450,452,441,458,442,440,456,457,453,449,451,447,448,445,446,443,444],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/353"}],"collection":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=353"}],"version-history":[{"count":21,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/353\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1189,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/353\/revisions\/1189"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/empatici.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}