{"id":765,"date":"2017-01-18T15:49:06","date_gmt":"2017-01-18T15:49:06","guid":{"rendered":"http:\/\/empatici.com\/?p=765"},"modified":"2017-01-22T17:12:40","modified_gmt":"2017-01-22T17:12:40","slug":"sette-lezioni-di-papa-francesco-per-comunicare-la-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/empatici.com\/?p=765","title":{"rendered":"Sette lezioni di Papa Francesco per comunicare la fede"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/popeconfess.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/popeconfess-300x208.jpg\" alt=\"popeconfess\" width=\"300\" height=\"208\" class=\"alignnone size-medium wp-image-766\" srcset=\"https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/popeconfess-300x208.jpg 300w, https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/popeconfess-432x300.jpg 432w, https:\/\/empatici.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/popeconfess.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Fin dal giorno della sua elezione, il 13 marzo 2013, papa Francesco \u00e8 andato conquistandosi la fiducia della gente, attirando l\u2019attenzione anche di coloro che nel mondo hanno responsabilit\u00e0 riguardo ai problemi della povert\u00e0, dell\u2019immigrazione, o degli esclusi. Francesco ha recuperato l\u2019autorit\u00e0 degli anni migliori di Giovanni Paolo II \u2013 quando difendeva la libert\u00e0 di fronte al comunismo \u2013 e di Benedetto XVI \u2013 quando separava la religione dalla violenza -. Ha restituito a molti il sano orgoglio di sentirsi cattolici e sta attraendo persone fino ad ora lontane dalla Chiesa. Un fenomeno che alcuni hanno chiamato \u201ceffetto Francesco\u201d, e che si manifesta in un cambiamento favorevole della opinione pubblica.<\/p>\n<p>Si tratta di un effetto che ha una duplice causa: l\u2019influenza del papa forse non sarebbe stata possibile senza la rinuncia di Benedetto, un atto di umilt\u00e0 di grandezza enorme. Nel febbraio 2013, quando avvenne la sua rinuncia, la Chiesa fronteggiava da anni gravi problemi, soprattutto per la crisi legata alla pedofilia, devastante per i danni personali, per cui un solo caso \u00e8 troppo. Ma c\u2019\u00e8 stata anche un\u2019altra conseguenza: ha tolto credibilit\u00e0 alla Chiesa, poich\u00e9 alcuni hanno pensato: la Chiesa non pratica quello che predica, non mi interessa quello che dice.<\/p>\n<p>Nel tempo trascorso dalla sua elezione, l\u2019ambiente \u00e8 cambiato. \u00c8 stata svoltata una pagina e si guarda alla Chiesa come a un punto di riferimento. Oltre all\u2019assistenza dello Spirito Santo, come \u00e8 avvenuto questo cambiamento? Cosa sta facendo il papa? Cosa possiamo imparare da lui nel momento di comunicare la fede? Dai suoi gesti e dalla sue parole si possono proporre sette lezioni di comunicazione.<\/p>\n<p><strong>1. UNA CHIESA IN USCITA<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una delle espressioni pi\u00f9 ripetute da papa Francesco fin dai primi giorni. \u00c8 solito dire che preferisce \u201cuna Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodit\u00e0 di aggrapparsi alle proprie sicurezze\u201d (Evangelii Gaudium, 49) o una Chiesa che rimane ad aspettare che i fedeli vadano da lei. Oggi non si tratta, come nella parabola evangelica, di andare a cercare la pecora smarrita mentre le altre 99 aspettano nell\u2019ovile. Dice il papa: \u201cNoi ne abbiamo una, sono le 99 che ci mancano! Dobbiamo uscire, dobbiamo andare a cercarle\u201d (Catechesi del 17 giugno 2013).<\/p>\n<p>Per Francesco la Chiesa non \u00e8 un magazzino dove si offre un prodotto che il pubblico viene a prendere, ma un insieme di persone che va incontro agli altri con una buona notizia da comunicare. Il papa propone una nuova cultura dell\u2019incontro. Le istituzioni cattoliche e ciascuno dei credenti devono essere persone in uscita, che non si chiudono nelle loro credenze e convinzioni, che non si circondano solo di chi la pensa allo stesso modo, ma che vanno incontro, si espongono alle intemperie.<\/p>\n<p>Giovanni Paolo II diceva che la fede matura quando si comunica. Nello stesso modo, i cattolici maturano quando si sottopongono al confronto del dialogo con coloro che non hanno ricevuto il dono della fede. Questo gli educatori lo sanno molto bene: si \u00e8 veramente imparato qualche cosa quando si \u00e8 capaci di spiegarlo.<\/p>\n<p>L\u2019uscita che Francesco desidera per la Chiesa ha come meta preferenziale le periferie. Cio\u00e8 il papa propone un\u2019uscita senza limitazioni, che arrivi alle persone pi\u00f9 lontane, quelle che apparentemente possono capire meno il messaggio. Conferma cos\u00ec uno dei tratti caratteristici della Chiesa: l\u2019universalit\u00e0. Rodney Stark diceva che nel corso della storia la Chiesa ha mantenuto la sua capacit\u00e0 di evangelizzare quando ha conservato la sua capacit\u00e0 di entrare in relazione con estranei: barbari, pagani, atei. Nello stesso modo, ha perso questa capacit\u00e0 quando si \u00e8 rinchiusa in ghetti.<\/p>\n<p>Questo atteggiamento di uscita ha molto a che fare con la comunicazione. Chi vuole comunicare non si comporta passivamente, in modo difensivo o di reazione. Prende l\u2019iniziativa, si fa conoscere, espone il suo discorso. La Chiesa in uscita \u00e8 una Chiesa disposta a comunicare.<\/p>\n<p><strong>2. TORNARE ALL\u2019ESSENZIALE DEL MESSAGGIO<\/strong><\/p>\n<p> Cercando i motivi per cui si parla della Chiesa nei mezzi di comunicazione negli ultimi decenni, troveremmo alcune questioni ricorrenti come l\u2019omosessualit\u00e0, i preservativi, la comunione ai divorziati, l\u2019ordinazione delle donne, il celibato sacerdotale \u2026 e simili altre cose. Temi che hanno fatto s\u00ec che la Chiesa sia soprattutto un argomento di dibattito o di polemica. Potremmo dire che spesso l\u2019annuncio della fede \u00e8 stato influenzato da discussioni in cui spesso si mescolano questioni religiose, ideologiche, e anche politiche. Molte volte, inoltre, il tono di queste discussioni \u00e8 negativo, difensivo o riduttivo.<\/p>\n<p> Paradossalmente, gli argomenti menzionati, per quanto importanti, non fanno parte degli articoli del Credo, n\u00e9 sono nominati tra le beatitudini. Detto in altre parole, non sono comuni le conversioni al cattolicesimo per quello che la Chiesa dice dei preservativi o del celibato.<\/p>\n<p>Si capisce perch\u00e9 Francesco, nella Evangelii Gaudium, abbia ricordato che l\u2019annuncio cristiano deve concentrarsi su \u201cl\u2019essenziale, che \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella, pi\u00f9 grande, pi\u00f9 attraente, e, nello stesso tempo, la pi\u00f9 necessaria\u201d. Facendo un nome: Ges\u00f9 Cristo, nostro Salvatore. Non si comincia a essere cristiani per una grande idea, n\u00e9 come conseguenza di una discussione. Benedetto XVI ricordava spesso che i cattolici non seguono una dottrina, n\u00e9 una morale, ma Ges\u00f9 Cristo, vero Dio e vero uomo, l\u2019amore della loro vita, che li redime, li libera, e li rende felici. A partire da Cristo, un po\u2019 alla volta, si arriva a comprendere il dogma e a vivere la morale, per\u00f2 in quest\u2019ordine, dal pi\u00f9 al meno, in modo positivo, con pazienza.<\/p>\n<p>Questo probabilmente si pu\u00f2 applicare ai cattolici comuni: nelle conversazioni sulla fede, possiamo chiederci quanto tempo occupano gli aspetti polemici e quanto i temi essenziali. \u00c8 necessario mostrare la bellezza e l\u2019attrattiva dell\u2019essenziale. Aspirare a che si verifichi una prima conversione, anche se restino molte cose da chiarire. Questo \u00e8 l\u2019unico modo per passare da un atteggiamento di resistenza a un atteggiamento di influenza. Nel campo della comunicazione, questo principio di tornare all\u2019essenziale e lasciar perdere le discussioni equivale a mettere a fuoco la presentazione del messaggio, e anche a recuperare la serenit\u00e0 nel tono delle conversazioni. Come ha detto Austen Ivereigh: nelle discussioni su questi argomenti  c\u2019\u00e8 bisogno di pi\u00f9 luce e di meno calore (more light, less heat).<\/p>\n<p><strong>3. UNA CHIESA DI POVERI E PER I POVERI<\/strong><\/p>\n<p>Tra i temi fondamentali a cui \u00e8 essenziale tornare, Francesco ricorda pi\u00f9 volte la priorit\u00e0 dell\u2019attenzione ai pi\u00f9 bisognosi, ai quali Cristo si rivolge in modo speciale, e che bisogna aiutare anche materialmente. Ha messo sotto i riflettori una priorit\u00e0 che \u00e8 evangelica. \u00c8 un modo radicale di smettere di discutere di temi secondari e dedicarsi  fattivamente a quello di cui Ges\u00f9 Cristo ha incaricato i suoi discepoli.<\/p>\n<p>Si \u00e8 detto prima che i problemi di pedofilia hanno danneggiato gravemente la credibilit\u00e0  della Chiesa. Di conseguenza, per ottenere che la proposta cristiana sia accettata, \u00e8 necessario recuperare la credibilit\u00e0, che \u00e8 condizione della comunicazione: se non si crede a chi comunica, non si crede nemmeno a quello che dice, qualunque cosa dica. L\u2019insistenza di Francesco verso i pi\u00f9 bisognosi pu\u00f2 essere un buon modo di ristabilire la credibilit\u00e0. Nel dedicarsi ai poveri, i cattolici dimostrano rettitudine, disinteresse, generosit\u00e0. Esiste una relazione tra la purezza e la povert\u00e0.<\/p>\n<p>Il mandato evangelico \u00e8 sufficiente per stabilire questa priorit\u00e0, non c\u2019\u00e8 bisogno di altri motivi. \u00c8 una cosa buona di per s\u00e9. \u00c8 una cosa buona per le persone che vengono aiutate. Ma la preoccupazione per i pi\u00f9 bisognosi ha molteplici effetti positivi, anche per quanti promuovono questa attenzione. Come ha scritto Stefan Zweig \u201cla visione del dolore altrui risveglia uno sguardo pi\u00f9 penetrante e saggio\u201d.<\/p>\n<p>Chi pratica la misericordia diventa misericordioso. Con questa insistenza sui pi\u00f9 bisognosi, Francesco sta facendo s\u00ec che noi cattolici diventiamo pi\u00f9 misericordiosi. Paolo VI, in un famoso discorso dopo il Concilio Vaticano II, diceva che vedeva la Chiesa come \u201cservitrice del mondo\u201d. Non come giudice o polizia del mondo. Servitrice, mestiere con una grande forza evocativa. Forse dobbiamo approfondire questa autoconsapevolezza.<\/p>\n<p>Insomma, con questo orientamento verso i poveri, Francesco promuove azioni che sono buone in se stesse, aiuta i cattolici a recuperare credibilit\u00e0 nella loro comunicazione e a convertire il loro cuore.<\/p>\n<p><strong>4. UN LINGUAGGIO TRASPARENTE<\/strong><\/p>\n<p>Il papa ha stabilito una nuova lista di priorit\u00e0. E sta impiegando uno stile e un linguaggio differenti. Sono molte le espressioni che Francesco ha usato e che hanno spezzato degli schemi: per esempio si \u00e8 riferito alle \u201c15 malattie\u201d della Curia romana; ha spronato i politici europei a evitare che \u201cil Mediterraneo si trasformi nel cimitero dell\u2019Europa\u201d; in Messico ha inventato la \u201caffettoterapia\u201d.<\/p>\n<p>Il papa \u00e8 solito rivolgersi una volta all\u2019anno a tutta la Curia, per fare gli auguri per il Natale e il nuovo anno. Nel messaggio del 2014 raccomandava l\u2019autoironia e il buon umore. E consigliava di pregare una orazione di san Tommaso Moro: \u00abDammi, o Signore, una buona digestione e anche qualcosa da digerire; dammi la salute del corpo e il buon umore necessario per mantenerla. Dammi un\u2019anima che non conosca la noia, i sospiri e i lamenti. Non permettere che mi preoccupi troppo per quella cosa cos\u00ec  invadente che si chiama \u201cio\u201d\u00bb .<\/p>\n<p>Benedetto XVI era solito dire che il vocabolario cristiano \u00e8 pieno di parole di grande profondit\u00e0, di grande valore storico, che sono passate nel linguaggio comune, ma il cui vero significato \u00e8 ignoto a molte persone. Si riferiva al termine \u201ctabernacolo\u201d, ma possiamo dire lo stesso di calvario, trinit\u00e0, eucaristia. I cattolici le usano, ma pochi le capiscono. Si \u00e8 verificata una grande perdita di memoria collettiva.<\/p>\n<p>Molte persone conoscono vagamente queste parole e credono di conoscerne davvero il significato. Cio\u00e8, molti non sanno di non sapere, non c\u2019\u00e8 domanda. Per questo, Benedetto XVI concludeva che la nostra missione \u00e8 quella di \u201ccreare una nuova curiosit\u00e0\u201d, provocare la domanda. E questo comporta una grande trasparenza di linguaggio. Nel parlare dell\u2019esperienza cristiana dobbiamo cercare parole semplici e chiare; conviene che usiamo parole nostre, che parliamo dal cuore, senza limitarci a ripetere  quello che altri hanno pensato. Dobbiamo abbandonare i luoghi comuni. Questo linguaggio semplice nasce quando si verificano determinate disposizioni personali: trasparenza, semplicit\u00e0, sincerit\u00e0, umilt\u00e0, che si esprimono anche attraverso le parole.<\/p>\n<p>Prima parlavamo di tornare all\u2019essenziale dell\u2019annuncio. Adesso bisognerebbe aggiungere: tornare all\u2019essenziale nei comportamenti. Atteggiamenti cristiani fondamentali, che a volte sembrano addormentati in un sonno magico, per il disuso. Linguaggio chiaro, gesti semplici, sono condizioni di ogni buona comunicazione, anche della comunicazione della fede.<\/p>\n<p><strong>5. VEDERE L\u2019EVANGELIZZAZIONE DALLA PARTE DELLA MISSIONE<\/strong><\/p>\n<p>Il papa vincola l\u2019azione evangelizzatrice ai problemi della Chiesa e del mondo: gli immigranti, le guerre, il conflitto palestinese, la crisi ecologica, i cristiani perseguitati, la situazione di Cuba. Questi riferimenti ci ricordano che non conviene vedere la comunicazione della fede solo dal punto di vista individuale, soggettivo, n\u00e9 vedere l\u2019esperienza cristiana solo nello sforzo di superamento personale.<\/p>\n<p>Un atteggiamento soggettivista pu\u00f2 portarci al volontarismo, pu\u00f2 farci diventare autoreferenziali. E alla fine ci pu\u00f2 stancare, perch\u00e9 i nostri difetti sono stancanti. Il papa invita a vedere le cose dal punto di vista di Dio misericordioso, che \u00e8 colui che anticipa, che fa il primo passo, che converte i cuori. E anche dal punto di vista dell\u2019altro. Soprattutto dal punto di vista della persona che ha bisogno del nostro aiuto, materiale o spirituale, che \u00e8 la cosa che motiva di pi\u00f9, quello che smuove la comodit\u00e0, la pigrizia, i rispetti umani.<\/p>\n<p>\u00c8 molto pi\u00f9 motivante lo sforzo per costruire un mondo migliore, che lo sforzo per diventare una persona migliore. Vedere la comunicazione dalla parte dell\u2019altro ha altre conseguenze. Se si vuole proporre a qualcuno di diventare un cristiano in uscita, bisogna contagiargli l\u2019entusiasmo per il progetto, per la missione appassionante della Chiesa. E si entusiasmer\u00e0 per i fini, non per i mezzi; per la meta, non per lo sforzo.<\/p>\n<p>Questa idea \u00e8 stata espressa in molti modi. Ricordiamo la metafora del dito e della luna: quando qualcuno indica la luna, possiamo guardare verso il cielo, o possiamo fissare il dito. Nella stessa linea si colloca una metafora di Saint Exupery. Diceva: se vuoi che un giovane diventi un grande navigatore, non devi insegnargli la tecnica per costruire navi, ma contagiargli l\u2019amore per il mare.  Si usa dire che la comunicazione non \u00e8 quello che viene detto, ma quello che viene capito. Che la comunicazione deve trasmettere qualcosa di importante per colui che ascolta, non per colui che parla. Questo avviene quando si vede la comunicazione dalla parte della missione, come ci incoraggia a fare Francesco.<\/p>\n<p><strong>6. COERENZA<\/strong><\/p>\n<p>Si \u00e8 detto che il papa usa un linguaggio diverso. Per\u00f2 prima di tutto vediamo che prende decisioni e le mette in pratica. Francesco prima fa e poi dice. Lo vediamo usare una macchina poco appariscente, abbracciare un malato di aspetto ripugnante, portare la sua valigetta sull\u2019aereo; si ascoltano le sue parole, si vedono i suoi comportamenti, e si constata che coincidono.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un famoso libro di comunicazione che si intitola: \u201cTu sei il messaggio\u201d. E un autore afferma: quello che fai grida talmente, che non riesco ad ascoltare quello che dici. In altre parole: la coerenza tra l\u2019essere, il fare e il parlare \u00e8 un requisito essenziale nella comunicazione. Per questo chi vuole comunicare la fede deve essere, lui stesso, pi\u00f9 amabile, socievole, dialogante, misericordioso o servizievole. Cos\u00ec dovrebbero essere conosciuti nel mondo i cristiani: come quelli che meglio sanno ascoltare, comprendere, conversare.<\/p>\n<p>Questa idea ha un\u2019altra applicazione: il miglior modo di trasmettere l\u2019esperienza cristiana \u00e8 condividerla, incoraggiare le persone a viverla. Confucio, in una espressione di saggezza antica, afferma: \u00abL\u2019ho sentito e l\u2019ho dimenticato, l\u2019ho visto e l\u2019ho capito, lo ho vissuto e l\u2019ho imparato\u00bb.<\/p>\n<p>Coerenza anche nel tempo. Ci sono persone che, con il passare degli anni, vanno guastandosi nel loro modo di vivere la fede: vanno raffreddandosi, disilludendosi, perdendo forza e gioia. E gli altri vedono e si fanno domande. Recentemente ho trovato delle parole che hanno attirato la mia attenzione: \u00abBisogna dedicare la vecchiaia a pregare, a sorridere, a dare gloria a Dio, a dare gioia agli altri, mantenendo la capacit\u00e0 di meravigliarsi e conservando la gioia di vivere\u00bb. Sono idee che possono applicarsi alla vecchiaia, alla maturit\u00e0 e alla giovent\u00f9, a tutte le tappe della vita.<\/p>\n<p>Vissuta in questo modo, la vocazione cristiana trasforma il passare del tempo non in un progressivo decadimento, ma in un cammino verso la pienezza. Quanti pi\u00f9 anni passano, tanto pi\u00f9 si \u00e8 vicini a questa pienezza. Pi\u00f9 il corpo si deteriora, pi\u00f9 lo spirito matura. Questo si pu\u00f2 applicare al corso della vita personale \u2013 decenni \u2013 e alla storia della Chiesa \u2013 secoli -. Da quanto pi\u00f9 tempo \u00e8 la Chiesa in un luogo, tanti pi\u00f9 frutti reca. Questa coerenza nel tempo, questa maturit\u00e0, questa pienezza, \u00e8 quello che attrae, quello che comunica davvero.<\/p>\n<p><strong>7. CONTAGIARE LA GIOIA<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec il papa ha intitolato il suo documento programmatico: la gioia del Vangelo. In questo documento invita i cattolici a \u00abuna nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia\u00bb. I cristiani trasmettono il Vangelo \u00ab non come chi impone un nuovo obbligo, bens\u00ec come chi condivide una gioia\u00bb, afferma al numero 14 di questo documento.<\/p>\n<p>Queste parole ricordano una frase di Madre Teresa di Calcutta: \u00abForse non ci troveremo nella condizione di dare molto, ma sempre possiamo comunicare la gioia di un cuore che ama Dio\u00bb. San Josemar\u00eda Escriv\u00e1 raccontava che, nei primi tempi dell\u2019Opus Dei, la gente diceva che i giovani che si avvicinavano a lui avevano fatto voto di allegria: cos\u00ec contenti li si vedeva.<\/p>\n<p>Uno dei miei libri favoriti si intitola \u201cPerch\u00e9 la gioia\u201d. Vi si riportano delle famose e amare parole di Nietzsche: \u00ab(I cristiani) dovrebbero apparire pi\u00f9 salvati, perch\u00e9 io possa credere nel loro Salvatore\u00bb. Sono amare, ma \u00e8 un altro modo per affermare quello che abbiamo detto in positivo.<\/p>\n<p>Qualcuno ha detto che il cristianesimo si contagia per invidia. Le persone che si avvicinano alla Chiesa, vedendo la gioia dei cattolici, devono sentirsi toccati fino a dire: \u201cvoglio essere parte di questo\u201d. Si tratta di una chiave molto importante di comunicazione della fede. I cattolici sperimentano Dio, toccano Dio, confidano in Dio e da questo nasce la gioia. Non sono ottimisti per via delle statistiche, per le loro personali virt\u00f9, n\u00e9 per le condizioni del mondo. La gioia nasce dalla consapevolezza di far parte di qualcosa pi\u00f9 grande di loro.<\/p>\n<p>Insomma, in accordo con queste lezioni di papa Francesco, come dovrebbe essere la Chiesa? Una comunit\u00e0 accogliente e gioiosa, che celebra la sua fede, che vive con austerit\u00e0, che pratica la carit\u00e0, che si preoccupa dei bisognosi, che ha un progetto appassionante, una visione positiva dell\u2019uomo e del mondo che nasce dalla fede e dalla speranza.<\/p>\n<p>(di Juan Manuel Mora, traduzione di Gigliola Puppi, 16 gennaio 2017) <a href=\"http:\/\/www.documentazione.info\/sette-lezioni-di-papa-francesco-per-comunicare-la-fede\">http:\/\/www.documentazione.info\/sette-lezioni-di-papa-francesco-per-comunicare-la-fede<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin dal giorno della sua elezione, il 13 marzo 2013, papa Francesco \u00e8 andato conquistandosi la fiducia della gente, attirando l\u2019attenzione anche di coloro che nel mondo hanno responsabilit\u00e0 riguardo ai problemi della povert\u00e0, dell\u2019immigrazione, o degli esclusi. 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