Empatici: idee per migliorare l'empatia

"È di fondamentale importanza promuovere nella società la crescita del livello di empatia, affinché nessuno rimanga indifferente alle invocazioni di aiuto del prossimo" (Papa Francesco, 29 aprile 2016).

Empatici: idee per migliorare l'empatia

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9 abitudini che possono distruggere un rapporto sano

Posted on Ottobre 3, 2016 by admin
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coppia
1) MINACCIARE DI FARLA FINITA SENZA AVERNE DAVVERO L’INTENZIONE
Una discussione qualsiasi ed ecco la frase “Allora facciamola finita”. Per una persona che ama davvero, la minaccia della fine di un rapporto è molto dolorosa. Se siete la persona che ha l’abitudine di dire una cosa del genere in qualsiasi discussione, osservate la reazione dell’altra persona. Avete capito che fa male? Ma attenzione! Se dopo agite come se non lo aveste mai detto, a un certo punto la paura della fine smetterà di esistere e vi troverete di fronte a questa risposta: “Vuoi farla finita? Era ora!”, correndo il rischio di non vedere più la persona che avete davanti.

2) ESIGERE ATTENZIONE O DISCIPLINA IN MODO ESAGERATO
Ovviamente desideriamo essere partner attenti, ma non bisogna trasformare questa necessità in un martirio per l’altro. L’eccesso di richieste (non hai chiamato quando hai detto che lo avresti fatto, non hai risposto subito al messaggio, non hai fatto esattamente quello che avevamo stabilito ecc.) può finire per soffocare e farvi vedere come una persona egoista, che si comporta come se l’altro ruotasse intorno a sé.

3) ASPETTARE SEMPRE CHE SIA L’ALTRO A CHIEDERE SCUSA
In un rapporto sano, non importa chi ha sbagliato. È proprio nel momento in cui sbagliamo che abbiamo bisogno di comprensione. Dimostratela, senza far sì che l’altro si umili davanti a voi. Se l’errore non è stato vostro e non pensate di dover chiedere scusa, sappiate che anche così la maggior parte delle volte un po’ di buonumore risolve le cose.

4) CATTIVO UMORE
Ci sono persone che diventano di cattivo umore per qualsiasi motivo, e questo fa sì che il partner abbia la sensazione di camminare sulle uova, arrivando all’esaurimento.

Se avete problemi d’umore, cercate un aiuto professionale. Il vostro partner non è obbligato ad adeguarsi continuamente ai cambiamenti ingiustificati del vostro umore.

5) NON AIUTARE MAI NEI COMPITI DOMESTICI
In un mondo moderno, in cui entrambi i coniugi lavorano, non c’è nulla che sfinisca di più del fatto di doversi occupare della casa, della biancheria, dei figli, della macchina e dei pasti da soli.

Ci sono partner che si rifiutano di aiutare perché a casa dei genitori non hanno mai dovuto farlo, o semplicemente perché non amano quei compiti. Bisogna comunque ricordare che anche l’altro può non amare quelle attività ma svolgerle comunque per il benessere familiare, e allora perché non ricambiare?

6) CHIUDERSI NELLA ROUTINE
Il lavoro, i doveri, gli impegni, il traffico… tutto cospira per farci vivere nell’armonia più perfetta con la routine. Aspettate. Non c’è niente di male nella routine, anzi, quasi sempre apporta quella sensazione di stabilità di cui hanno bisogno i rapporti solidi. Spezzarla, tuttavia, è un ingrediente obbligatorio per non uccidere la relazione per noia. Inventate un breve viaggio, una notte fuori, una gita in macchina, un gelato al bar dell’angolo, un biglietto nella tasca, una foto di entrambi sul parasole della macchina con un una frase affettuosa…

Tutto questo risveglia il rapporto e scalda il cuore. La mancanza di questo “movimento” può portare l’altro a trovare emozioni in cui voi non siete presenti.

7) NON LODARE MAI LA BELLEZZA FISICA DELL’ALTRO
Alcune persone non hanno l’abitudine di dire che trovano il partner bello, attraente, seduttore, forte ecc. Lo pensano ma non lo dicono mai.

Sappiate che dire apertamente che trovate bello il vostro partner lo fa sentire amato, e credetemi, non c’è niente di più stimolante.

Se la vostra metà si sente amata, la sua autostima e la sua sicurezza aumentano, non dimenticatelo.

8) PERMETTERE CHE FAMILIARI O AMICI OFFENDANO IL PROPRIO PARTNER
A vostra sorella non piace il vostro nuovo partner, vostra madre pensa che non sia adatto a voi, vostro padre dice che ha la faccia di uno che non vale niente,un vostro amico ci scherza su.

Spesso, senza fondamento reale, familiari e amici si sentono nelle condizioni di dire cose offensive sul vostro partner senza alcun riguardo per il fatto che questo possa farvi soffrire, solo perché sentono che la vostra attenzione nei loro confronti è minacciata dalla presenza della persona che avete scelto.

Questo tipo di condotta dev’essere bloccata fin dal primo episodio. Chiarite che è quella la persona che avete scelto ed esigete rispetto per lei. Evitate che si debba difendere davanti a perfetti sconosciuti.

Se non sapete prendere posizione per preservare il vostro partner di fronte alla vostra famiglia e ai vostri amici, correte il rischio che l’altro si senta non rispettato, esposto e abbandonato da voi. Se questo accade e il vostro partner è una persona dotata di amor proprio, opterà per l’uscita d’emergenza più vicina.

9) MANCANZA DI SOSTEGNO MORALE
Non c’è cosa peggiore che cercare l’aiuto del partner di fronte a una frustrazione e non trovarlo, o vedere il proprio problema minimizzato.

A volte il vostro partner può aver avuto una pessima giornata, può aver perso il cellulare, una riunione importante, l’impiego, può aver avuto un incidente con la macchina o avere solo una giornata di malinconia. In giorni di questo tipo, non dovete inventare niente di strano. Vi assicuro che l’unica cosa che l’altro si aspetta davvero da voi è sentirvi dire: “So che hai avuto una brutta giornata, ma sono qui al tuo fianco e supereremo la cosa o troveremo insieme una soluzione”. Può essere che questo risolva già il 90% del problema.

http://it.aleteia.org/2016/04/06/9-abitudini-che-possono-distruggere-un-rapporto-sano

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3 consigli per gestire il conflitto di coppia

Posted on Marzo 26, 2016 by admin
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Sei una persona che è solita andare dritta al punto e non importa se questo aprirà un conflitto con il tuo partner? Oppure eviti appositamente degli argomenti proprio perché questi porterebbero a delle accese discussioni fra di voi? Valutando queste due strategie, si può dire che si tratta di due eccessi, di due reazioni estreme. Come sempre, invece, l’atteggiamento più equilibrato sta proprio nel mezzo. Ma vediamo meglio.

Oltre il conflitto. La giusta via di mezzo

L’approccio migliore sarebbe quello di scegliere le battaglie che valgono veramente la pena di essere combattute.
Naturalmente, adottare questo tipo di atteggiamento non è sempre cosa facile, soprattutto perché non è così chiaro discernere le questioni che davvero valgono la pena di essere discusse da quelle che invece sono irrilevanti.
Tuttavia, se si prendono in considerazione i prossimi tre passi, è possibile guardare ai conflitti secondo una diversa prospettiva.

1. Calma le tue emozioni

Il sentirsi insicuri è una delle sensazioni più dannose all’interno di un rapporto di coppia. Dà vita a comunicazioni cariche di emotività che spesso complicano e appesantiscono la situazione. Per cui, quando ci si sente incerti, la strategia migliore è quella di astenersi dal portare una questione complicata. Perché? Semplicemente perché quando ci sentiamo insicuri, ci predisponiamo mentalmente in una posizione difensiva contro una possibile minaccia proveniente da un “nemico immaginario”. Questo non è certamente un buon atteggiamento per affrontare un conflitto, soprattutto in un relazione affettiva.
E poi, quando non proviamo insicurezza, magari sentiamo invece rabbia, frustrazione o paura. In linea generale nessuna di queste emozioni è una buona consigliera nel momento in cui affrontiamo un conflitto. Per cui la miglior strada da perseguire in questi casi, prima di affrontare il partner, è quella di imparare a calmarsi. Quando le emozioni prendono il sopravvento, vediamo il mondo attraverso di esse. È come se avessimo un filtro colorato che tinge il mondo di quella tonalità e ci impedisce di comportarci in maniera obiettiva, razionale e flessibile. Pertanto, la prima regola per affrontare un conflitto è assicurarsi che le nostre emozioni non stiano condizionando la nostra mente e che siamo ben disposti ad accogliere le argomentazioni dell’altra persona.

2. Concentrati sugli aspetti positivi del tuo partner

Spesso, quando soffriamo, ci concentriamo solo sugli aspetti negativi dell’altra persona. Tuttavia, se si vuole veramente che la discussione abbia un buon fine, è meglio concentrarsi sulle ragioni per cui lo amiamo. Si tratta di un semplice cambiamento di prospettiva, ma che fa una grande differenza: questo atteggiamento permette di non affrontare il conflitto con un tono minaccioso e accusatorio, ma con una energia più tranquilla e propositiva, unita all’intenzione di risolvere il problema. Quando riconosciamo gli aspetti positivi degli altri, otteniamo l’abbassamento delle loro difese e di conseguenza un atteggiamento più aperto al dialogo.

3. Non farti condizionare dalle tue aspettative

Tutti noi, in maniera consapevole o no, nutriamo delle aspettative verso le persone con cui ci relazioniamo e non fanno certamente eccezione le relazioni di coppia. Anzi, in un rapporto di coppia, sono soprattutto le aspettative che nutriamo nell’altro a trasformarsi in veri e propri ostacoli che intralciano la relazione, specialmente le aspettative non verbalizzate, quelle appunto non dette. Pensate a quante volte avreste voluto che l’altra persona si fosse comportata in un determinato modo piuttosto che in un altro, per esempio: che vi avesse regalato un sorriso invece che un maglione costoso che non vi corrisponde affatto o che avesse avuto in quel preciso momento delle attenzioni che invece non ha avuto. Quando le aspettative vengono deluse possono nascere sentimenti di rabbia, frustrazione e delusione. In queste situazioni basta un attimo, una parola fuori posto che si accende la miccia che da il via ad un conflitto.
Prima di aprire al conflitto, in questi casi è utile tornare al punto 1 di cui sopra, e fare una breve analisi su che tipo di ruolo stanno giocando le nostre aspettative in quel momento. Qual’è il mio livello di responsabilità in tutto ciò? Perché penso che l’altro debba intuire o essere a conoscenza di ciò che mi aspetto da lui senza averglielo mai comunicato prima? Quello che sto per dire suonerà un po’ forte, ma in questi casi è utile, prima di accusare l’altro, guardare dentro noi stessi per scoprire che siamo probabilmente parte del problema.
È utile tenere a mente che i conflitti non si risolvono in una notte e di solito ci vuole una buona dose di impegno e attenzione da parte di entrambi. Imparando a conoscersi e lavorando sulle proprie aspettative si riesce un po’ alla volta ad assumere un atteggiamento più realistico e collaborativo circa la risoluzione dei conflitti, il che facilita e migliora certamente il clima del rapporto di coppia.

(quipsicologia.it)

(Altre informazioni sull’empatia)

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10 idee valide per la tua famiglia

Posted on Febbraio 9, 2016 by admin
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familia
1. Disponibilità
Consiste nel dedicare tempo (proprio quello di cui meno disponiamo) ai nostri figli e al nostro coniuge. A un’adolescente, per esempio, non puoi dire: “Di questo, cara, riparleremo sabato, con tranquillità”; e poi sabato tua figlia – 13 anni – prende accordi con un’amica e insieme vanno a fare quello che hanno in mente, perché tu, suo padre, chissà dove sei andato a finire per motivi di lavoro. Bisogna essere disponibili, perché vi sono dei problemi che si risolvono solo nel momento in cui il figlio, prendendo il coraggio a quattro mani, ti chiede di essere ascoltato. Ricordiamo che in realtà i nostri genitori, morendo, ci hanno lasciato soltanto il tempo che ci hanno dedicato. Dedichiamo tempo agli altri.

2. La comunicazione genitori figli: i genitori parlino meno e ascoltino di più
In molte famiglie, quando un padre o una madre dice : “Figlio mio, dobbiamo parlare”, il ragazzo pensa: “Ahi, ahi, burrasca in vista”. Perché? Perché sa che quando i genitori dicono: “Dobbiamo parlare” vogliono dire: “Ti voglio mollare un discorso su un tuo comportamento che non mi è piaciuto”. Come cambierebbero le cose se i genitori facessero un proposito: dedicare il 75% del tempo ad ascoltare e solo il 25% a parlare. Ascoltare i figli – o il coniuge, o chiunque altro – è uno sforzo attivo. Occorre ripiegare il giornale, ridurre il volume della TV, girare la testa verso chi ti sta parlando, guardarlo negli occhi e assumere un’espressione di attenzione. Questo s’intende per ascolto attivo, quello che serve a migliorare l’autostima della tua famiglia.

3. La coerenza dei genitori e l’autoesigenza dei figli
Si è coerenti quando quello che si pensa, si sente, si dice e si fa è una sola e medesima co-sa. Non ha senso dire ai bambini stando in poltrona: “Eh, voi, aiutate la mamma a sparecchiare”. Bisogna dare l’esempio, prima di tutto. Tu, padre, devi sparecchiare per 5 giorni, in modo che ti vedano. Il quinto giorno potrai dire a tuo figlio: “Vieni, sparecchiamo insieme”. E due giorni dopo: “Sono orgoglioso di te; ora che hai imparato, puoi sparecchiare da solo”. E lui si sentirà orgoglioso di sparecchiare. Così imparano ad autoesigersi, che è molto meglio che tenerli sotto vigilanza per 24 ore al giorno. Un genitore del genere è potenziatore, motivatore, animatore e protettore allo stesso tempo. Spesso noi chiediamo ai bambini di studiare; ma loro ci vedono studiare, leggere riviste specializzate del nostro settore di lavoro, aggiornarci nella nostra specializzazione? Dobbiamo poter dire: “Guardate, figli: anche noi studiamo”.

4. Avere iniziative, preoccupazioni e buon umore, soprattutto verso il coniuge
Questi tre fattori sono utili per l’autostima familiare. In ogni famiglia, di solito, il buon umore non scarseggia; però la routine è il grande nemico delle relazioni coniugali e di quelle con i figli. Il punto chiave è che nella vita di coppia vi sia creatività e iniziativa, e questo contaggerà tutta la famiglia. Le migliori ore devono essere quelle che si condividono col coniuge. Essere papà o mamma non deve farci dimenticare che siamo “tu e io, affetto, noi”. Creatività e iniziativa proteggono la coppia dalla routine. Quando c’è routine, è facile che uno dei due cerchi la “magia da rimpiangere” fuori casa, in altre relazioni. Invece, se la coppia va bene, i figli faranno tesoro della loro “educazione sentimentale” semplicemente vedendo come si trattano papà e mamma, vedendo che si ammirano, si carezzano, si lodano: che sono complici. “Quando sarò grande tratterò mia moglie come papà tratta mamma”, pensano i bambini, entusiasti. E questo accresce la loro autostima.

5. Accettare i nostri limiti e quelli dei nostri familiari
Devi riconoscere e accettare i tuoi limiti, quelli del tuo coniuge e quelli dei tuoi figli. Però è importantissimo non criticare l’altro davanti a tutti, non criticare il coniuge davanti ai bambini o un bambino davanti ai fratelli, paragonando un fratello “buono” con uno “cattivo”. Questo fa soffrire il figlio e gli toglie autostima. E’ meglio prenderlo da parte e parlargli.

6. Riconoscere e riconfermare quanto vale l’altra persona
Siamo sinceri: non ha senso chiamare “campione” il nostro bambino che non ha mai vinto niente. Se ha perduto una partita di calcio, non chiamarlo campione. Deve imparare a tollerare la frustrazione; ma deve essere sostenuto, questo sì. Dobbiamo sapere anche – grandi e piccoli – che siamo buoni in una cosa e una frana in altre. “Figlio mio, mi sembra che vai bene in A e in B, ma credo che C non sia cosa tua”. Riconfermiamo l’altro in ciò che vale; così si considererà quel che è: una persona che vale.

7. Stimolare l’autonomia personale
Si va diventando buoni man mano che si fanno cose buone. E’ importante che i figli lo capiscano. Quello che si fa è importante: fare cose buone ci fa diventare buoni. Questa idea ci aiuta ad avere un’autonomia personale, a fare le cose per noi stessi, per migliorare noi stessi.

8. Elaborare un progetto personale
Non andrai molto lontano se non sai dove vuoi andare. Non puoi startene tranquillo, perché rischi di restare indietro. Per crescere devi avere un progetto personale e devi preoccuparti dei tuoi, aiutandoli ad esaminare e potenziare i loro progetti.

9. Avere un alto livello di aspirazioni, purché siano realiste
Dobbiamo giostrare tra il possibile e il desiderabile. Se aspiriamo a cose alte, daremo di noi stessi un’ottima valutazione e avremo autostima. Ma, è fattibile? Dobbiamo coniugare un alto livello di aspirazioni con la realtà delle nostre capacità e delle nostre risorse.

10. Scegliamo buoni amici e buone amiche
L’individualismo è il cancro del XXI secolo. Noi e i nostri figli siamo legati a macchine gratificanti: DVD, TV, Internet… Il lavoro solitario va minando la vera amicizia. Gli amici impegnano molto e all’individualista di oggi gli impegni non piacciono!
Eppure abbiamo bisogno più che mai di amici umani, di persone, di grandi e buoni amici, con i quali condividere molte ore, conversazioni sincere e a tu per tu, amicizie vere, che ti sostengano e ti conoscano sino in fondo, che ti accettino con i tuoi difetti e potenzino quello che di meglio è in te. Scegliere amici di questo tipo, per te e per i tuoi, è il miglior investimento.

Aquilino Polaino

(Altre informazioni sull’empatia)

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Due parole che possono salvare il vostro matrimonio

Posted on Gennaio 5, 2016 by admin
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L’orgoglio incontrollato può distruggere un matrimonio più velocemente di qualsiasi altra cosa. È una malattia che rovina i legami di amore sacrificale e generoso su cui si dovrebbe fondare ogni matrimonio.

Ma non preoccupatevi: il Grande Medico ha una prescrizione per la malattia mortale dell’orgoglio, nella fattispecie le due paroline potenti ma dolorose alle quali mi sono riferito nel titolo di questo articolo. Quali sono? “Mi dispiace”.

È davvero tanto semplice. Sei stato uno stupido? Hai mandato tutto a rotoli? Chiedi scusa, con convinzione!

A dire la verità, poche cose sono tanto difficili da fare per noi uomini. Chiedere scusa fa male – ridimensiona quell’ego di cui parlavo. Ci fa sentire piccoli. È un bel po’ umiliante, ma bisogna superare le resistenze. Se non imparate ad ammettere i vostri errori e a scusarvene, il vostro matrimonio ne soffrirà. Il risentimento si farà strada, monterà la rabbia e le ferite si allargheranno. Prima che ve ne rendiate conto, i più piccoli disaccordi diventeranno cibo per lotte all’ultimo sangue.

Non importa quanto possiamo progredire in santità, non possiamo mai aspettarci di non peccare. Feriremo le nostre mogli con le nostre parole e le nostre azioni. Ci arrabbieremo e diremo cose di cui ci pentiremo. Ci comporteremo da stupidi. È inevitabile. La domanda è un’altra: quando accade, cosa possiamo fare?

Ho imparato presto nel mio matrimonio il potere di chiedere scusa. Ho perso il conto delle volte in cui sono stato egoista e insensibile nei confronti di mia moglie, ma non appena mi rendo conto di aver commesso un peccato nei suoi confronti mi sforzo di scusarmi e di risistemare le cose il prima possibile. La cosa bella è che mia moglie si affretta sempre a perdonarmi, e spesso si scusa per i suoi peccati se è lei ad essere in torto. Fa male scusarsi? Sì, ogni volta, ma ha mantenuto il nostro matrimonio sano e felice.

I rapporti sani da questa parte del cielo non riguardano il fatto di non peccare mai. Riguardano piuttosto il fatto di imparare a pentirsi e di perdonare settanta volte sette. Siamo in una scuola d’amore, e il nostro Signore vuole insegnarci ad amare come fa lui, sulla via della croce. Uomini, se volete un matrimonio felice imparate a chiedere scusa di cuore. Fatelo tutte le volte che ce n’è bisogno (saranno migliaia). Vi stupirete dei risultati.

Sam Guzman (it.aleteia.org)

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